Proposte di lettura
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Il paradosso del profitto : Come un ristretto gruppo di aziende minaccia il futuro del lavoroIl paradosso del profitto : Come un ristretto gruppo di aziende minaccia il futuro del lavoro / Jan Eeckhout ; traduzione di Marco Cupellaro. - Milano : Francoangeli, © 2022. - 333 p. ; 23 cm. - (Tracce : I nuovi passaggi della contemporaneità ; 21).Economista di fama internazionale – ICREA Research Professor presso la Universitat Pompeu Fabra di Barcellona e in precedenza docente presso varie università degli Stati Uniti e di Londra – Jan Eeckhout è autore de “Il paradosso del profitto” ovvero, come reca il sottotitolo “Come un ristretto gruppo di aziende minaccia il futuro del lavoro”, volume ampiamente apprezzato dalle più importanti testate internazionali come il New York Times, il Wall Street Journal, l’Economist e il Financial Times. Un testo, infatti, da segnalare per il tema affrontato riguardante il capitalismo odierno, caratterizzato dall’aumento del potere del mercato il cui principale effetto è che poche grandi società – le superstar economiche – incrementano vieppiù i loro profitti senza che questo contribuisca ad accrescere il benessere generale. L’Autore analizza, in modo comprensibile per tutti, l’evoluzione del capitalismo con il suo percorso complesso tra le rivoluzioni industriali, la grande depressione e le due guerre mondiali per giungere alle conclusioni accennate sopra, una situazione in cui, malgrado il progresso certamente raggiunto per la popolazione, sono presenti enormi diseguaglianze sociali a favore di pochi. Formuliamo questa analisi con le parole di Eeckhout: «La tesi centrale del libro è che l’innovazione tecnologica tende naturalmente ad accumulare ricchezze a favore di pochi. Le nuove tecnologie favoriscono chi le adotta per primo, che ha la possibilità di aggiudicarsi tutto il mercato utilizzando la tecnologia stessa per rafforzare il proprio potere e tenere fuori la concorrenza». Ancora: «La maggior parte dei mercati funziona bene, ma con l’avvento delle nuove tecnologie il fallimento del mercato crea posizioni dominanti e concentrazioni di ricchezza. Solo il capitalismo pro-mercato può condurre a una sana concorrenza che avvantaggi tutti gli stakeholders nella società, clienti e lavoratori compresi». Saremo così certi che ciò che va bene all’impresa va bene anche per i lavoratori. L’Autore propone quindi una separazione dei poteri per consentire la concorrenza delle imprese nel mercato e la regolazione del mercato da parte dell’autorità della concorrenza. «Sarà la mano visibile dell’autorità per la concorrenza a garantire che la “mano invisibile” del mercato, sul quale le aziende perseguono il loro guadagno, produca involontariamente il massimo guadagno per tutti». Purtroppo, l’aumento del potere del mercato, in assenza di tali istituzioni, scrive l’Autore, ha prodotto un diffuso malcontento, nonostante l’enormità del progresso tecnologico e dello sviluppo economico. Eeckhout conclude affermando che perfino la forma più corrotta di capitalismo ha bisogno di istituzioni e di regolamentazione. Abbiamo bisogno assolutamente di un capitalismo pro-concorrenza prima che sia troppo tardi. Un lavoro, quindi, la cui lettura s‘impone. [pg, luglio 2024]
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Le tre rivoluzioni e altri saggi di storia economica e socialeLe tre rivoluzioni e altri saggi di storia economica e sociale / Carlo M[aria] Cipolla. - Bologna : il Mulino, © 2024. - 457 p. ; 22 cm. - (Collezione di testi e di studi. Storia).Si legge piacevolmente, quasi come un romanzo, il libro di Carlo M. Cipolla (1922- 2000) “Le tre rivoluzioni e altri saggi di storia economica e sociale”, che raccoglie scritti pubblicati tra il 1945 e il 1985 dal famoso storico dell’economia, docente nell’università californiana di Berkeley, alla Scuola Normale di Pisa, all’Istituto Universitario Europeo e negli atenei di Venezia, Torino e Pavia. Uno studioso che si è profondamente occupato dello sviluppo dell’Europa occidentale dal X al XIX secolo, affrontando svariati temi tra i quali il declino dell’Italia, degli imperi, le professioni, le epidemie, la moneta, lo sviluppo demografico. Un modo di leggere l’economia interessantissimo perché la rende meno astratta nel guardare al modo di vivere degli uomini nelle città e nei comuni, anche piccoli, a partire dall’alto Medioevo. Ua ricerca condotta – come spiega Giovanni Vigo in un’ampia introduzione che illustra le numerose tematiche affrontate da Cipolla – con estremo rigore e un’attenta e profonda ricerca d’archivio, come chiedeva agli allievi e il cui risultato è quello d’illuminare dal punto di vista, non solo economico, l’ambiente in cui si svolgono gli eventi. Il titolo del libro prende lo spunto dall’ultimo saggio del volume sulle tre rivoluzioni: la rivoluzione comunal- cittadina, la rivoluzione scientifica e quella industriale. Affronta, come visto, una svariata serie di argomenti di straordinario valore tra i quali ne scegliamo solo uno per dare un’idea della struttura del libro: “Il dottore degli appestati”. «La città del Medioevo e del Rinascimento era afflitta da un problema di natura essenzialmente ecologica, vale a dire un brutale squilibrio tra la densità della popolazione e i livelli ordinari di igiene e sanità pubblica. Il nefasto risultato di questo squilibrio furono le ricorrenti epidemie, specialmente la peste bubbonica, che a brevi intervalli di tempo creavano larghi vuoti fra la popolazione». In questi casi non era facile trovare dottori, che a loro volta si sarebbero facilmente contagiati ed avrebbero trasmesso la malattia ad altre persone. Così – scrive l’Autore – la soluzione fu trovata istituendo dei dottori degli appestati salariati dalla comunità, che si sarebbero astenuti dall’avere ogni rapporto con il resto della popolazione. Coloro che facevano richiesta di tale incarico erano di solito dottori di seconda categoria che non avevano avuto successo, o medici che speravano di ottenere notorietà svolgendo un pericolosissimo lavoro. Cipolla analizza, clausola per clausola, i vari contratti che venivano stipulati tra le autorità e i medici volontari e il compenso pattuito, ad esempio 40 grammi d’oro. Oggi – annota l’Autore - sarebbe basso, ma allora, unito alle spese di mantenimento, bastava a rendere attraente per un medico «un lavoro che confinava con il suicidio». [pg, luglio1924]
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L'oro e la patria : Storia di Niccolò Introna, eroe dimenticatoL'oro e la patria : Storia di Niccolò Introna, eroe dimenticato / Federico Fubini. - Milano : Mondadori, © 2024. - 206 p. ; 21 cm. - (Strade blu).Il 20 settembre 1943 alle quindici e trenta un manipolo di ufficiali nazisti varca la soglia di palazzo Koch, elegante sede della Banca d'Italia. Fra loro c'è il tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, comandante dello spionaggio hitleriano. I tedeschi presentano le loro richieste al governatore Vincenzo Azzolini: vogliono l'oro della Banca d'Italia, tutto l'oro. In quel momento, nei suoi caveau, l'istituto di via Nazionale ne custodisce quasi 120 tonnellate. Un solo uomo, all'interno della banca centrale, decide di opporsi e organizza un sofisticato inganno per impedire ai nazisti di trafugare la ricchezza degli italiani. Si chiama Niccolò Introna, è un dirigente di settantacinque anni, un fervente valdese che tiene sermoni alle comunità di fedeli nei giorni di festa. Durante il fascismo, Introna aveva combattuto in segreto la corruzione e il sistema cleptocratico attorno a Mussolini, documentando le operazioni del duce per trafugare il denaro pubblico. Un servitore dello Stato. Eppure, il suo nome, per le vicende finora mai raccontate e portate alla luce in questo libro, verrà volutamente cancellato e dimenticato. Federico Fubini ha avuto accesso alle circa ottantamila pagine di documenti, in parte riservati, che il funzionario accumulò per tutta la vita, e ricostruisce per la prima volta, in modo inoppugnabile, l'appropriazione di denaro pubblico da parte di Mussolini e tutta la sofferta vicenda dell'oro della Banca d'Italia. La storia di Introna, le sue lotte antifasciste, la sorda e caparbia ostilità dei suoi molti nemici trasmettono un monito che arriva con forza all'Italia di oggi.
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La musica del casoLa musica del caso / Paul Auster. - Torino : Einaudi, 2024. - 216 p. ; 20 cm. - (ET Scrittori).In occasione della recente scomparsa dello scrittore Paul Auster avvenuta a New York il 30 aprile scorso (era nato nel 1947), la critica ha messo in luce la sua bravura nel descrivere, nei suoi numerosi scritti, la società americana. Un’osservazione che trova conferma nel libro che segnaliamo, “La musica del caso”, una vicenda che prende spunto dalla ricchezza che giunge all’improvviso e tratta lo scottante tema del desiderio del gioco che trasforma in maniera anormale il rapporto fra l’uomo e il denaro. Chi scrive non può non ricordare la giustezza di un proverbio arabo - “il caso è sempre più importante di un appuntamento” - vale a dire che spesso le cose decisive nella nostra vita capitano inaspettatamente: un’eredità imprevista o una grande vincita a una lotteria, episodi che non si possono prevedere, sono alla base di questo romanzo di Auster. Protagonista della narrazione è Jim Nashe, un pompiere di Boston il quale, dopo aver ricevuto, senza aspettarselo, una consistente eredità, lascia il lavoro e la figlia per mettersi alla guida di una fiammante Saab 900 e girare per un anno avanti e indietro nei vari stati americani. Chilometri e chilometri percorsi senza motivo, come gli capita. I soldi hanno sconvolto la sua mente. Per caso un giorno incontra un giovane giocatore d’azzardo, Jack Pozzi, che aspira a colpi grossi con le carte e convince Nashe a mettergli a disposizione il capitale rimastogli per consentigli di sfidare a poker due altri giocatori – Flowers e Stone – divenuti più che miliardari vincendo una grossa somma a una lotteria. Pozzi è sicuro di vincere molto denaro, che avrebbe poi diviso con Nashe. Le cose però non vanno come previsto, e Auster ci dimostra come i soldi trasformino la mente delle persone rendendo i loro comportamenti paradossali e assurdi, stravaganze e anomalie di comportamento, tuttavia, non lontane dalla realtà, perché il gioco stravolge la mente umana. Stiamo parlando di un romanzo che non smette d’incuriosire il lettore, di sorprenderlo pagina dopo pagina tante sono le vicende che capitano, per non parlare dell’inconcepibile meccanismo della restituzione del debito di gioco che i due perdenti devono pagare ai vincitori. Il lavoro di Auster si legge come un giallo nel quale non è possibile fare previsioni e i personaggi descritti sono uomini non più in grado di controllarsi normalmente. Il danaro trasforma, infatti, i giocatori che si trovano a vivere in un mondo a parte. Il pregio del libro consiste nel descrivere l’anomalia procurata dai soldi che giungono all’improvviso, in un modo o nell’altro. Non sono mancati casi in cui una rilevante vincita abbia mandato in rovina la persona che l’aveva riscossa. Auster illustra con intelligenza il tema uomo-soldi terribilmente difficile da controllare e basato sull’illusione di cambiare la propria vita con il gioco. Un racconto vivace e veritiero, molto più di quanto non si pensi. [pg, luglio 2024]
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La curva di sopravvivenzaLa curva di sopravvivenza / Carlo Patriarca. - Vicenza : Neri Pozza, © 2024. - 183 p. ; 22 cm. - (I narratori delle tavole).Vittorio S., professore di Storia in pensione e ipocondriaco di lungo corso, dopo reiterate prove generali di malattia, un giorno si trova a fronteggiare una vera diagnosi. Quella diagnosi, oltre a risospingerlo nella realtà, riallaccia i fili della vita di due giovani medici, il nipote Aldo e il suo amico di sempre, Bruno. Bruno, dall’indole riservata e riflessiva, è diventato anatomopatologo, mestiere che lo porta a confrontarsi in solitudine con malattie insidiose, spesso camuffate dietro false apparenze, com’è il caso del male di Vittorio. Aldo, invece, chirurgo carismatico dal robusto autocontrollo, dopo tanti successi si trova inaspettatamente a convivere col sapore amaro dell’errore, ossessionato dal perfezionismo tradito. Le vicende dei due amici si snodano lungo trent’anni di amori, rimpianti, ricordi, colpe, inganni, ambizioni e brucianti invidie, fino alla linea d’ombra della maturità. Peripezie umane e professionali in cui non mancano eroiche ascese in bicicletta, discese rompicollo sugli sci, fughe dalle fiamme e voli prometeici in compagnia di un fegato da trapiantare. Ma la sfida più dura è quella che vede Aldo in battaglia contro un nemico esterno, questa volta, incarnato in un medico in malafede, alle cui terapie viene sottoposta anche Margherita, l’unica donna che lui abbia amato davvero. Ma se un male reale guarisce lo zio Vittorio consentendogli di riconciliarsi col fratello perduto, per Aldo e Bruno, invece, la vita è una colluttazione quotidiana con la malattia, da cui non è mai concesso distogliere lo sguardo....
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Lezioni di matematica e pasticceria : Assiomi, torte e altri piaceriLezioni di matematica e pasticceria : Assiomi, torte e altri piaceri / Eugenia Cheng ; traduzione di Laura Serra. - Milano : Ponte alle Grazie, © 2016. - 390 p. : ill. ; 21 cm.Che cos’è la matematica e come funziona? Ha qualcosa a che fare con il taglio di una torta? Eugenia Cheng, professoressa di matematica, in questo libro mette a disposizione la sua esperienza di docente per spiegarci la bellezza e la logica di questa disciplina, impastandola – è proprio il caso di dirlo – con la sua forte passione per la cucina e in particolare per la pasticceria: così come per cucinare un dolce è necessario conoscere gli ingredienti e il procedimento, per capire che cosa sia la matematica e fare matematica sono necessari ingredienti – numeri, figure geometriche, operazioni – e capire in che cosa consiste il metodo. Quello che ci spaventa di questa materia è l’astrazione, dunque la Cheng cerca di farci digerire i concetti astratti attraverso l’analogia: attività semplici e quotidiane come cucinare, leggere un cartello stradale, correre hanno molto in comune con numeri primi e dimostrazioni. Così passando da una crema pasticcera a un assioma, da una torta allo zenzero alla teoria delle categorie questa straordinaria e appassionata cuoca/professoressa rende fragrante, desiderabile e cremosa la temibile, spaventosa, algida matema.
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Favolosa economiaFavolosa economia / Luciano Canova. - Milano : HarperCollins, © 2021. - 179 p. ; 21 cm.Libro del tutto singolare «Favolosa economia», nel quale il sondriese Luciano Canova spiega l’economia attraverso le favole e i miti di ieri e di oggi, come scrive nella quarta di copertina l’editore HarperCollins Italia. L’economia non è certamente una scienza facile e numerose persone sono impreparate nel capirla, ma da essa dipendono le nostre scelte di vita in ogni campo. Di qui la sua importanza e la necessità di capirne le regole per non commettere errori capitali che portano, a volte, alla rovina. Il messaggio che si può trarre dal libro è che in ogni tipo di azione economica bisogna ragionare per riuscire a risparmiare, per non buttare via il denaro. Chiarire molti importanti aspetti economici è quanto si è proposto Canova e lo ha fatto con intelligenza e ironia, un’arguzia dimostrata quando scrive che il libro nasce da un duplice desiderio: da un lato quello di uno scrittore fallito, speranzoso da sempre di scrivere un romanzo straordinario da piazzare sul mercato, dall’altra l’impegno di trasmettere l’amore e la passione per una disciplina spesso guardata con sospetto, se non con paura o pregiudizio. Il risultato è perfettamente riuscito e il volume è indispensabile per capire concetti chiave della materia in questione, attraverso il mondo delle favole e i miti di ieri e di oggi. Nessuno si aspetta di certo di trovare spiegate le politiche monetarie della Banca Centrale attraverso Alice nel Paese delle Meraviglie, le scelte d’investimento dalla matrigna di Cenerentola, i bias conoscitivi da Cappuccetto Rosso, il debito pubblico con l’astronave “Morte nera” di Guerre Stellari e i paesi del PIIGS attraverso i tre porcellini, ma Canova, da studioso particolarmente preparato, ha raggiunto il suo scopo e le sue pagine si leggono anche con insolita piacevolezza. Economista che si occupa di qualità della vita e felicità, l’Autore, infatti, insegna Economia comportamentale al Master MEDEA della scuola Enrico Mattei ed è Teaching Assistant all’ università Luigi Bocconi dove si è laureato. Autore di diversi libri, è scrittore di tutto rispetto, come lo è il suo volume, utile per fare capire – attraverso la fantasia fiabesca e mitologica di oggi - concetti economici importanti. Parafrasando il titolo, un volume “favoloso”, al pari della materia trattata, un libro difficile da sintetizzare dovendo riportare le favole i miti, ben conosciuti, da agganciare al tema proposto. Ogni nostra decisione - scrive Canova - non è legata solamente al danaro, che rimane comunque “una leva fondamentale del nostro agire". Economica è infatti anche la valutazione tra diverse opzioni, ad esempio a quale corso di laurea iscriversi, se sposarsi o meno, o come spendere il tempo. Tutto è quindi economia ed un vecchio adagio diceva che: “Il tempo è denaro.” [pg, aprile 2024]...
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Microcosmi : Saggi brevi su economia, società e territorioMicrocosmi : Saggi brevi su economia, società e territorio / Aldo Bonomi. - Milano : Il Sole 24 Ore, © 2024. - xix, 219 p. ; 21 cm.Gli editoriali e i commenti scritti negli anni più recenti da Aldo Bonomi per “Il Sole 24 Ore”, nella rubrica Microcosmi, sono qui organizzati in percorsi tematici che mettono in luce il contributo di uno dei sociologi più eminenti del nostro paese alla riflessione sul mondo produttivo e le relazioni con i territori e la società circostante. Un lavoro di ricerca portato avanti negli anni nel tentativo mai interrotto di “continuare a cercare per continuare a capire”, attraverso una scrittura nitida che rivela un pensiero lucido e una visione alta e chiara delle dinamiche sociali.
 
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