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Proposte di lettura
 Educare al denaro : Socializzazione economica tra generi e generazioniEducare al denaro : Socializzazione economica tra generi e generazioni / a cura di Elisabetta Ruspini. - Milano : FrancoAngeli, © 2008. - 173 p. : ill. ; 23 cm. - (Collana di sociologia ; 593). - ISBN 978-88-464-9295-1.Nell’ambito sociologico, l’aspetto economico desta ancora scarso interesse, ma il concetto di denaro è strettamente legato a quello della socializzazione, vale a dire a quell’insieme di processi “attraverso i quali si trasmettono di generazione in generazione i valori, le norme e il saper fare pratico di una società”. Elisabetta Ruspini – professore associato presso l’Università di Milano-Bicocca ed autrice di numerose pubblicazioni – in questo saggio affronta una serie di domande: “Cosa sanno bambini/e e ragazzi/e di danaro ed economia? Come acquisiscono tali conoscenze? Quale ruolo gioca la famiglia?”. Analizza inoltre il contributo che può offrire l’educazione al denaro nei processi di transizione verso l’età adulta, per un consumo responsabile dei soldi da parte dei ragazzi.
Tutti temi affrontati grazie ai contributi di qualificati sociologi del mondo accademico, che meritano di essere letti attentamente alla luce di quanto avviene in una società che si evolve con rapidità e nella quale, per un motivo o per l’altro - crisi economica, esasperato consumismo e progressiva dematerializzazione della moneta (pagamenti virtuali via Internet, con carte di credito e cellulari) – sembra essersi alterato anche negli adulti il rapporto con il danaro.
Il libro si occupata dei mutamenti verificatisi nel concetto di ricchezza e povertà, nel rapporto fra i giovani e la famiglia, sempre sotto il profilo economico, nell’agire in rapporto all’ economia durante l’età evolutiva e nelle emozioni legate al denaro che giocano un ruolo nella formazione della personalità.
“Diventa sempre più cruciale – annota la Ruspini nell’introduzione – ragionare congiuntamente su molte dimensioni, strettamente interconnesse: i molteplici e complessi significati sociali del danaro, il ruolo giocato nei rapporti tra generi e generazioni e nei processi di transizione verso l’età adulta; al contempo le difficoltà delle famiglie a sostenere spese per l’acquisto di oggetti che fanno “tendenza” (telefonini, abbigliamento, ultimi ritrovati tecnologici)”. Argomenti rilevanti e che aprono problematiche riguardanti specialmente l’educazione e la psicologia dell’età evolutiva. Basti pensare a fenomeni – purtroppo comuni - che spingono – è un esempio - le ragazze a esibirsi sessualmente sullo schermo del telefonino pur di ottenere una ricarica. Il saggio va quindi al di là dell’aspetto sociologico, approfondito egregiamente, poiché illustra il rapporto, non solamente giovanile, con la tecnologia e le nuove dimensioni concettuali che la moneta va assumendo, esasperate e in qualche caso rese più drammatiche dall’attuale crisi. Sono quindi indispensabili processi di educazione economica per rendere responsabili i giovani nell’amministrare il denaro e nel far conoscere loro i rischi legati a un consumo esagerato e all’imprudenza nel contrarre debiti. [pg, marzo 2013]
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 Il potere socievole : Storia e critica dei social mediaIl potere socievole : Storia e critica dei social media / Fausto Colombo. - [Milano] : Bruno Mondadori, 2013. - 168 p. ; 21 cm. - (Saggi). - ISBN 978-88-6159-655-9.La storia del computer ha inizio negli anni quaranta con gli esperimenti di von Neumann e Turing. Negli anni cinquanta e sessanta l’accelerazione diviene inarrestabile. Nel 1957 viene lanciato in orbita il primo satellite Sputnik, nel 1965 nasce il primo computer da tavolo e nel 1969 Arpanet. Il primo messaggio e-mail viene spedito nel 1971, nel 1974 prende il via Ethernet. Le tappe si susseguono rapidamente: dai primi personal computer nel 1975 via via fino al 1985, quando Microsoft lancia Windows e viene creato il primo modem, al 1992 con la prima webcam, al 1994, anno in cui nasce Yahoo, seguito da Google (1998), dall’ iPod di Apple (2001), da Facebook (2004), da You Tube (2005), dall’ iPhone e l’ iPad (2007/2010), Un’incessante rivoluzione tecnologica che porta con sé anche una rivoluzione antropologica nelle abitudini di comunicare, che ha abbattuto i confini e che costituisce un affare gigantesco per il mercato, la lotta politica, la trasformazione delle logiche culturali.
Dell’argomento si è occupato in questo ottimo saggio Fausto Colombo, docente di Teoria e tecnica dei media presso l’Università Cattolica di Milano, che, in chiave sociologica, ha analizzato il potere raggiunto dai computer, una tecnologia che comunica, e il nuovo comportamento umano che ne consegue. I social media, infatti, al di là delle loro apparenze, “non sono solo un fatto tecnologico, ma un cambiamento di prospettiva che mette in gioco molte dimensioni della vita e della convivenza umana”. Le dimensioni di ciò possono sfuggire a chi trascorre molte ore dinnanzi ad un display (milioni di persone in ogni parte del mondo), ma sono enormi. Basti pensare a un fenomeno conosciutissimo, il blog, una sorta di quaderno di appunti in cui si annotano pensieri, commenti, impressioni, giudizi o semplici stati d’animo, “uno spazio del privato che, anche se si apre al pubblico, rimane ‘proprio’ almeno per quanto concerne il diritto a scegliere i temi, esprimersi con i soli vincoli che si vogliono definire e la personalità che si vuole dare”.
Richiamiamo l’attenzione dei lettori sul capitolo che riguarda il rapporto dei social media con la democrazia e la politica: dalla campagna elettorale di Barack Obama nel 2008, condotta in gran parte attraverso i social media, alle rivolte nei paesi di tradizione islamica. È indubbio, infatti, il ruolo giocato da strumenti come Facebook, YouTube e la blogosfera nel consentire la circolazione delle idee e delle proteste in Egitto, Tunisia, Libia, Marocco, Yemen, capaci anche di sovvertire l’atteggiamento dei governi dittatoriali. Colombo non trascura neppure il recente aspetto di fenomeni politici e di personaggi che si sono affermati grazie alla rete, come il Movimento 5 Stelle in Italia. Argomentazioni più che attuali e che rimandano al problema dell’importanza e del significato raggiunto della Rete in ogni campo. [pg, marzo 2013]
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 Studio illegaleStudio illegale / Duchesne. - Venezia : Marsilio, 2009. - 318 p. ; 21 cm. - (Marsilio X). - ISBN 978-88-317-9675-0.Orazio sosteneva che si può dire la verità anche ridendo, una massima alla quale si è attenuto l’autore del romanzo “Studio Illegale”, una lettura divertente e leggera, nella quale lo stile narrativo fluido e sferzante, ironico e sarcastico, è solo apparentemente paradossale, poiché dietro di esso si cela una realtà che molti possono riconoscere nel proprio lavoro quotidiano.
Duchesne è lo pseudonimo scelto dallo scrittore trentenne Federico Baccomo, che ora lavora nell’ufficio legale di un’azienda dopo un’esperienza in un notissimo studio legale internazionale – dove è ambientato il libro – e una presenza di successo dal 2007 sul web con un blog molto seguito e intitolato anch’esso “Studio Illegale”. Il libro racconta la vita quotidiana di un gruppo di avvocati d’affari, tra i quali il protagonista Andrea Campi, vita dal ritmo frenetico tra continue riunioni con rappresentanti di potenti aziende internazionali per acquisizioni e joint ventures, viaggi aerei in prima classe, serrati dialoghi con e-mail e cellulari, impegni che richiedono un lavoro senza orari; il tutto descritto persino nei momenti per il caffè e le pause per il pranzo.
Dicevamo dello stile – basato, soprattutto, su dialoghi – deliziosamente brillante.
Un esempio? La descrizione di Giuseppe, uno dei soci più autorevoli dello studio che è in rapporto con gli ad, con i pezzi grossi delle società: “Sicuro di sé, deciso, ambizioso, successful. Giuseppe possedeva il fascino di una cartolina che suggeriva oasi di serenità e benessere, Iva inclusa…. ma sotto quella scorza di leone scoprii ben presto l’essenza di una lama, un uomo che sputa lezioni che mi cadono addosso come la grandine sui campi di grano in giugno”. Non mancano le immagini di Milano dove vive e lavora il protagonista: “Casa mia si affaccia su un ampio cortile interno traboccante di verde, uno di quegli scorci rimasti alieni dalla frenesia e dal rumore. L’erba, sempre curata, è attraversata da alcuni vialetti dove i condomini più anziani si lasciano trascinare dai cani… Non è il tipo di panorama che finirà in una copertina del ‘National Geographic’, ma è un angolo di pace ed è tutto mio”. Baccomo – o meglio Duchesne – sa descrivere perfettamente le località in cui si trova, come il Dubai, dove le strade non sono altro che larghe tangenziali costellate di alberghi e casinò. Tra viaggi e incontri esiste anche il sesso, ma senza volgarità, al contrario dei dialoghi fra gli avvocati nei quali vi sono parole che oggi fanno parte dell’uso quotidiano e che non scandalizzano più nessuno.
“Studio Illegale” è un romanzo piacevole che dimostra come bisogna saper leggere la nostra esperienza lavorativa e le piccole miserie umane che la circondano, con ironia, senza guardare ad essa con un velo di rassegnazione. L’avvocato Andrea Campi saprà trarre profitto da ciò e il luminoso scenario dello studio legale internazionale non lo abbaglierà, portandolo ad altre scelte professionali. [pg, marzo 2013]
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