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Proposte di lettura
 Comprare il soleComprare il sole / Sebastiano Vassalli. - Torino : Einaudi, © 2012. - 180 p. ; 23 cm. - ISBN 978-88-06-21295-7.Nel suo ultimo romanzo, “Comprare il sole”, Sebastiano Vassalli dimostra nuovamente di essere uno scrittore di talento, abile nel delineare con linearità il profilo e le sensazioni dei personaggi e della realtà che li circonda. Non si tratta di una favola, come dice, ma di una vicenda che potrebbe concretamente accadere oggi. Ruota attorno alla vincita di milioni di euro a una lotteria da parte di una studentessa priva di qualità, che convive con uno stupido – un “babbeo” – magazziniere di un supermercato, convinto di essere un superuomo, che in realtà fa quello che vuole la sua compagna, assillato dal pagamento di un mutuo a tasso variabile con il quale ha acquistato una villetta. La ragazza, con l’importo dai molti zeri che riceverà, s’illude di cambiare vita. Abbandona il suo fidanzato e si affida per la riscossione a un altro suo amante, un professore di filosofia dell’università alla quale si era iscritta.
Entrano così in scena intrallazzatori, loschi personaggi della criminalità organizzata che fanno sparire in Sud America i milioni di euro invece di consegnarli alla vincitrice. Una galleria di farabutti, di disadattati e violenti appartenenti anche ai centri sociali, seguita da un gioco ininterrotto di amplessi sterili e di droga a cui ricorre la stessa protagonista per evadere dalle sue preoccupazioni per riscuotere i soldi. Un ambiente rappresentato da Vassalli con meticolosità e che è indubbiamente un aspetto della nostra società, in un sottofondo di amarezza, d’inganno, di persone prive di consistenza morale, vittime dei loro sogni.
Lo stesso professore di filosofia, intelligente ma assuefatto alla cocaina, è un perdente e dimostra solo un momento di saggezza quando dice alla donna, annoiata però dal suo discorso: “I soldi vengono e vanno, la ricchezza e la povertà, invece, nascono assieme a noi e non dipendono soltanto dal danaro ma da tante altre cose. Ci sono dei ricchi senza un soldo, che si comportano da gran signori per tutta la vita. Non sono molti ma ci sono; e poi ci sono dei poveri così pieni di soldi da non sapere come spenderli. Questi sono moltissimi e tu, secondo me sarai una di loro. Anche la società dove viviamo è una società di poveri ricchi: di persone che aspirano a circondarsi di lussi volgari e a viaggiare senza sapere dove vanno e per fare cosa”.
Un mondo amaro, quello di Vassalli, nel quale i sogni si frantumano di fronte a infantili speranze, alla cattiveria umana, al potere del danaro, al nichilismo morale e solo i cretini – come dice Voltaire – possono essere felici. In questa visione pessimista il lieto fine non può essere che tutto rimane come prima, che non cambia nulla. I delinquenti resteranno tali, gli imbecilli rimarranno imbecilli, il sesso sarà privo di amore. Si tratta, comunque, di un libro ben scritto, in gran parte veritiero. Fortunatamente accanto a noi si trovano anche persone senza illusioni e di diversa statura morale. [pg, febbraio 2013]
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 La fine dell'uguaglianza : Come la crisi economica sta distruggendo il primo valore della nostra democraziaLa fine dell'uguaglianza : Come la crisi economica sta distruggendo il primo valore della nostra democrazia / Vittorio Emanuele Parsi. - Milano : Mondadori, 2012. - 226 p. ; 23 cm. - (Saggi). - ISBN 978-88-04-62523-0.La tesi del saggio di Vittorio Emanuele Parsi, “La fine dell’uguaglianza”, trova fondamento nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti: “Tutti gli uomini sono stati creati uguali”. L’ uguaglianza delle persone significa libertà. Senza uguaglianza, la libertà diviene privilegio, ma l’esasperato concetto di mercato formatosi negli anni Ottanta ha stravolto il principio di uguaglianza e fomentato disuguaglianze sociali anche a seguito della crisi – la classe media tende ad impoverirsi –, incidendo sulla stessa democrazia. Occorre quindi riaffermare il principio dell’uguaglianza come garanzia di coesione sociale e fattore di sviluppo e crescita, ma soprattutto per salvare la stessa democrazia e l’identità dell’Occidente.
Il libro delinea in profondità le attuali dissonanze del mondo occidentale, gli squilibri che abbiamo sotto gli occhi a seguito della recessione e le incognite sugli scenari futuri. Parsi insegna Relazioni internazionali all’Università Cattolica, oltre a ricoprire altri incarichi internazionali ed essere collaboratore di diffuse testate giornalistiche italiane e – ci tiene a notarlo – giocare tre quarti centro negli Old del rugby Monza. Da docente competente fonda le sue analisi alla luce di una prospettiva storica: l’origine della modernità politica, il rapporto fra democrazia e costumi di massa e la sfida cinese. Nel capitolo “Dall’uguaglianza totalitaria alla disuguaglianza sociale” esamina con chiarezza lo sviluppo del paese asiatico dalla crisi del 1929 e gli interrogativi che ci stanno di fronte in rapporto al suo tumultuoso sviluppo.
Sostenere le ragioni dell’uguaglianza – sostiene Parsi – “non significa indulgere in pessimistiche profezie pauperistiche, maledire il capitalismo o rinnegare l’individualismo nel nome di disegni francamente reazionari, ancora più pericolosi perché travestiti da preoccupazione nei confronti dei ceti popolari”. Vuol dire invece riaffermare la fede nel progresso, nella capacità umana di inventare un destino migliore, credere che nella storia “sia oggettivamente possibile individuare un sentiero che conduca al miglioramento delle condizioni di vita degli individui, dei popoli e del genere umano”. Mentre la fine della lunga e buia traversata è ancora tutta da intravedere, quel che è certo è che nulla sarà come prima, nel senso che la centralità economica europea andrà perduta in maniera definitiva e il costo strategico di questa crisi sarà enormemente superiore a quello della crisi del ‘29. È necessario, quindi, non rinunciare all’uguaglianza per non mettere in gioco nel futuro la democrazia. Se lo scenario politico attuale è incerto, a cominciare da un’Europa disorientata, ora occorre avere il coraggio dei momenti decisivi per salvare l’identità occidentale e garantire un futuro migliore di quello che stiamo riservando alle generazioni che ci seguiranno. [pg, febbraio 2013]
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 Green 3.0 : Italia più verde e meno spreadGreen 3.0 : Italia più verde e meno spread / a cura di Maurizio Guandalini e Victor Uckmar ; prefazione di Corrado Clini. - Milano : Mondadori Università, 2012. - xvi, 349 p. : ill. ; 21 cm. - ISBN 978-88-6184-236-6.Ogni anno in Brasile, India, Filippine, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti si buttano via 5,3 milioni di mele. Messe insieme farebbero il giro della terra nove volte e l’inquinamento che ne deriva equivale a quello di 10 milioni di barili di petrolio bruciati. Il maggior produttore di yogurt in Italia spende 20 milioni di euro l’anno per smaltire il prodotto scaduto. La grande distribuzione spreca un miliardo di euro ogni anno di cibo da buttare, mentre nelle nostre case la percentuale è del 42%. Una cifra che potrebbe servire a sfamare 600.000 persone. Sono numeri che non necessitano di commenti e ai quali se ne potrebbero aggiungere molti altri. Si leggono nel saggio “Green 3.0” (terzo volume che la Mondadori pubblica sul verde), sottotitolato “Italia, più verde e meno spread”, a cura di Maurizio Guandalini - tra i più qualificati analisti del sistema finanziario globale - e Victor Uckmar, noto docente di Diritto tributario comunitario all’Università Luiss.
Il saggio, che si compone di numerosi interventi sull’argomento “green” da parte di esperti, contiene la prefazione Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel governo Monti, il quale scrive: ”Il futuro dell’economia sta nella capacità di ottimizzare l’uso dell’acqua, di risparmiare suolo nelle produzioni alimentari, nella protezione delle foreste e nello sviluppo di tecnologie pulite per l’energia e la mobilità. È questa l’unica strada percorribile e la classe politica deve comprendere che l’ambiente non è un fattore complementare ma il driver delle politiche economiche”. Un saggio attuale, ben documentato per gli studiosi di green economy e di tecnologie del futuro. Tra gli argomenti analizzati il pascolo fotovoltaico, le reti di teleriscaldamento, la green region e la green building, la bioarchitettura, il mattone ecologico, l’auto elettrica, il treno, la nautica, alimentari e packaging per l’acqua e infine la blue economy – espressione dell’economista e imprenditore belga Gunter Pauli – un’evoluzione della green-economy che include l’agro&bio delle piante per il biocombustibile.
Bisogna superare in Italia un’economia vecchia e satura per ricercare altre opportunità d’investimento e quindi di crescita. Da questo punto di vista, aggiungono i curatori del libro, “il green, insieme alla crisi, è la più dirompente novità degli ultimi cinquant’anni, con ‘potenzialità’ straordinarie (è un settore che ha trovato la sua massima espansione nel momento di maggiore shock finanziario) in grado di stravolgere sistemi economici e modelli di vita”. Un’analisi lucida e chiara che investe direttamente il futuro ma che è in continuo progresso in Italia, come dimostrano i successi nelle rinnovabili. I comuni, le imprese e il comportamento delle persone sono sempre più orientati verso la vocazione verde sulla quale ha puntato gli occhi persino la criminalità organizzata che, dove c’è business, arriva “come gli avvoltoi” per trarre un illecito profitto. [pg, febbraio 2013]
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