Proposte di lettura
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L'enigma della camera 622L'enigma della camera 622 / Joël Dicker ; traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. - Milano : La nave di Teseo, © 2020. - 632 p. ; 22 cm. - (Oceani ; 91).Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero. L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.
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Non sprechiamo questa crisiNon sprechiamo questa crisi / Mariana Mazzucato ; traduzione di Daria Cavallini. - Bari [etc.] : Laterza, © 2020. - 152 p. ; 20 cm. - (i Robinson. Letture).La crisi del Covid-19 è stata valutata ancor più grave per le conseguenze economico-finanziarie e sociali. In questo contesto non mancano tuttavia gli studiosi che ritengono che la pandemia dei nostri giorni possa al contrario portare, in futuro, a un miglioramento del nostro capitalismo. È l’opinione di Mariana Mazzucato nell’ottimo saggio “Non sprechiamo questa crisi” nel quale l’Autrice, economista autorevole – insegna Economia dell’innovazione e del valore pubblico presso l’University College London, dove ha fondato l’Institute for Innovation and Public Purpose, oltre a essere consulente di vari governi della Commissione europea e vincitrice di importanti premi – espone molto chiaramente quelle che possono essere le prospettive economiche se comprendiamo gli errori del passato. Il crollo del Pil mondiale, il blocco delle merci e degli scambi, la chiusura delle aziende e la crescente disoccupazione e povertà (una drammaticità che ricorda la “spagnola” durante la Prima Guerra mondiale, per non parlare della peste) devono – scrive l’Autrice - fornire l’occasione per ripensare al nostro modello di sviluppo. Si richiede ora una struttura molto diversa da quella scelta dai governi, che dagli anni Ottanta hanno lasciato che fossero le imprese a creare ricchezza, intervenendo solo per risolvere i problemi quando si presentavano. Così facendo il bene pubblico è stato messo in secondo piano rispetto al business, ad esempio con pesanti tagli alle spese sanitarie. Peggio ancora – sono parole delle Mazzucato – “i governi stanno concedendo prestiti in un momento in cui il debito privato è già storicamente elevato”. Essendo impossibile in un breve spazio sintetizzare il pensiero della Mazzucato, concludiamo con le sue parole: “Per far fronte all’attuale pandemia, è urgente che gli stati intensifichino la produzione e coordinino le catene logistiche per garantire la disponibilità di prodotti alimentari, medicinali, ventilatori, dispositivi di protezione individuale e tamponi”. Quando le forze di mercato non sono sufficienti, il sostegno dei governi può rendere possibile una produzione a prezzi accessibili e garantire la distribuzione alla collettività. Per quanto riguarda l’occupazione bisogna formare e riqualificare i lavoratori per creare maggior valore quando la crisi sarà passata e favorire cambiamenti sostanziali e duraturi delle condizioni occupazionali. “La crisi del Covid-19 offre ai governi un’opportunità irrepetibile per ricostruire relazioni simbiotiche positive con il settore privato. Poiché le imprese private cercano sempre più spesso gli aiuti di stato, è giunto il momento di garantire che il sostegno dei governi alle imprese sia guidato da interessi pubblici e non privati. È questo il momento di passare dalle parole ai fatti e plasmare un tipo di capitalismo migliore”. [pg, febbraio 2021]
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Il lavoro e la regola : La spiritualità benedettina alle radici dell'organizzazione perfettaIl lavoro e la regola : La spiritualità benedettina alle radici dell'organizzazione perfetta / Massimo Folador ; prefazione di Padre Natale Brescianini. - Milano : Guerini Next, © 2018. - 189 p. ; 23 cm. - (Organizzazione).Può sembrare strano, ma la Regola – il profondo testo, risalente al 500, nel quale San Benedetto disciplinava la vita monastica – è tuttora, pur nella diversa e complessa società dei nostri giorni, una guida, una fonte d’ispirazione e riflessione anche per dirigere un’azienda. Una lezione di umanità e di pratica perfettamente adatte ai manager di oggi per lo svolgimento del loro lavoro. In che modo? Lo spiega Massimo Folador – socio e amministratore di Askesis, società che si occupa di consulenza e formazione per alcune delle più importanti realtà imprenditoriali italiane, docente di Business ethics presso l’Università Carlo Cattaneo e autore di numerosi scritti sul management – nel saggio “Il lavoro e la Regola. La spiritualità benedettina alle radici dell’Organizzazione perfetta”, un testo che si legge con crescente sorpresa in particolare per i non credenti, lontani dal mondo dei monasteri, un mondo da scoprire, avvolto com’è da un meraviglioso silenzio. Quando si legge la Regola – scrive l’autore della prefazione Padre Natale Brescianini – si giunge al cuore dell’uomo e “vengono alla luce innumerevoli perle preziose, lampi di luce squarciano le tenebre della nostra mente e allora scatta la voglia di approfondire, il desiderio di non fermarsi… Un esempio è capire il valore della parola, non solamente quella di Dio, ma delle parole che riempiono la nostra vita quotidiana, che creano, ma possono anche ferire e distruggere, logore come spesso sono. Anche l’ascolto, inoltre, riveste la sua importanza, dal momento che, attraverso quanto gli altri dicono possiamo capire noi stessi. L’azienda richiede la capacità di ascoltare, ma ciò molte volte diviene difficile, sfuggente o avvengono fraintendimenti e confusione”. “Lavorare in un’azienda, oggi come ieri – scrive ancora l’Autore – ha sempre significato fare i conti con il concetto di responsabilità. Un concetto fondamentale nella vita di ogni uomo, sia che riguardi un manager d’azienda o un padre di famiglia». Spesso non ci rendiamo conto che si tratta di un traguardo della nostra crescita umana e professionale, assolutamente determinante e san Benedetto scriveva: “L’abate che è stato ordinato, abbia sempre presente quale incarico si è assunto e che dovrà rendere conto della sua amministrazione, sapendo che dovrà servire più che comandare”. Nelle aziende oggi si manifesta, fortunatamente, una maggiore attenzione alle risorse umane, che si concretizza nel capire l’attitudine del dipendente come uomo - è scritto nella Regola - così come è basilare il concetto di obbedienza. In sostanza in un’impresa entrano persone e per gestirla e farla funzionare bene occorre comprendere il loro animo, le regole del cuore, proprio come avviene nei conventi benedettini. Il libro segnalato, dunque, insegna a scommettere sull’uomo, a credere nelle sue capacità. Un testo spirituale e pratico allo stesso tempo. [pg, febbraio 2021]
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Il teorema del pappagalloIl teorema del pappagallo / Denis Guedj. - Milano : Salani, 2018. - 562 p. : ill. ; 19 cm. - (Gl'istrici+).L’anziano proprietario di una libreria a Parigi, il signor Ruche, riceve un giorno una lettera dall’amico Elgar che era andato a vivere in Amazzonia e non vedeva da cinquant’anni. La sorpresa aumenta nel leggerla. Gli scrive che ha deciso di inviargli la sua imponente biblioteca di libri di matematica, raccolta in molti anni e costata una fortuna, “poiché eravamo i miglior amici del mondo e tu sei l’unico libraio che conosco”. Aggiunge che la matematica è come la letteratura e contiene storie che valgono come quelle dei migliori romanzieri. Così il libraio, spinto dalla curiosità, appena arrivano, inizia a leggere i libri e il suo piacere man mano aumenta. Con lui sono coinvolti altri personaggi: la commessa Perrette e i suoi figli assieme ad alcuni amici. Vi è anche un pappagallo, chiamato Nofutur, che ha il dono della parola. Questo è solo l’inizio della lunga trama del romanzo “Il teorema del pappagallo” di Denis Guedj, nato in Algeria nel 1940 e morto nel 2010 a Parigi, dove è stato docente di Storia della scienza ed epistemologia all’Università di Parigi VIII. Un libro del tutto singolare, di successo, al di là dei consueti schemi letterari, malgrado un argomento come la matematica che può sembrare arido. Non manca l’humour, uno stile di scrittura divertente, ma anche serio e d’erudizione. Di esempi ve ne sono molti, come un dialogo di Ruche: “Se cancellate il lavorio del tempo, non capirete mai come stati raggiunti certi risultati… Leggere un libro e volere saltare qualche capitolo per arrivare alla fine, mentre la storia consiste proprio nel sapere in che modo le cose sono diventate quelle che sono”. E a che gli chiede se la storia non sia anche quello che avrebbe potuto essere, risponde: “Ma certo, certo. È proprio questo, la storia: le possibilità che non si sono realizzate, le strade che si aprivano e che non sono mai state percorse…”. L’abilità dello scrittore consiste nello spiegare la matematica e i risultati dei suoi più famosi studiosi inserendola in una trama fitta e inaspettata - nell’addolcire concetti, apparentemente freddi, con personaggi e ambienti ben descritti e con il pappagallo Nofutur. “Il signor Ruche si era addormentato. C’era qualcosa che gli accarezzava la testa: Nofutur, con un delicato movimento del becco, sfiorava lentamente i suoi capelli bianchi. Che strano uccello: loquace, affettuoso, ma strano. In lui c’era qualcosa che Ruche non riusciva ad afferrare. Sul secrétaire a qualche centimetro dal suo viso, Nofutur lo guardava, con le iridi di un nero profondo, cerchiate di giallo, fisse su di lui. La cicatrice al centro della fronte blu faceva pensare a quel personaggio di un vecchio film di Jean-Luc Godard, Pierrot le Fou, un attimo prima che si facesse saltare le cervella”. Il delizioso romanzo di Guedj è oltretutto proprio il libro adatto da leggere per distogliere il pensiero da questi terribili giorni di pandemia. [pg, febbraio 2021]
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Finanza comportamentale : Scoprire gli errori che ci fanno perdere denaroFinanza comportamentale : Scoprire gli errori che ci fanno perdere denaro / Barbara Alemanni. - 2. ed. - Milano : Egea, 2020. - viii, 197 p. : ill. ; 23 cm. - (Cultura d'impresa).Quando parliamo dell'andamento dei mercati finanziari o delle scelte di allocazione dei risparmi da parte degli investitori, parliamo del comportamento di agenti economici, cioè individui. In tale contesto, la psicologia cognitiva ha messo a disposizione dell'economia e della finanza i propri strumenti per indagare l'irrazionalità, ponendo il comportamento dell'essere umano al centro dell'attenzione. È nata così la finanza comportamentale, disciplina che, mettendo insieme il lavoro di economisti, psicologi e neuroscienziati, ha raggiunto un livello di maturità importante non solo nell'identificare e codificare gli errori di investitori individuali e professionali, ma anche nel suggerire strategie per minimizzare le conseguenze di tali errori, fino a trasformarli in alleati per ingenerare comportamenti virtuosi. Il libro affronta in modo divulgativo questi sviluppi operativi, proponendosi come una lettura utile sia per chi svolge l'attività di consulenza finanziaria sia per gli investitori privati che vogliano migliorare la propria capacità decisionale. Questa seconda edizione, corredata da contenuti integrativi online, approfondisce il tema di come allineare le emozioni ai bisogni finanziari e affronta in modo nuovo la tendenza in capo al regolatore a occuparsi di persone vere, alla luce della declinazione che il concetto di adeguatezza ha assunto in MiFID 2. Un capitolo totalmente nuovo è dedicato alla grande applicazione dell'approccio behavioural da parte del Fintech.
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Flatlandia : Racconto fantastico a più dimensioniFlatlandia : Racconto fantastico a più dimensioni / Edwin A[bbott] Abbott ; prefazione di Masolino D'Amico ; in appendice, un saggio di Giorgio Manganelli. - Milano : Adelphi, 2019. - 166 p. : ill. ; 20 cm. - (Gli Adelphi ; 50).Flatlandia è stato pubblicato anonimo nel 1882. Abbott vuole spiegare la natura delle tre dimensioni che conosciamo, in modo da prepararci all'eventualità di una quarta dimensione, ancora sconosciuta. Così immagina un mondo a due dimensioni, Flatlandia, dove la terza dimensione è inconcepibile. Ma che cosa succede se un abitante di Flatlandia si rende conto che un'altra dimensione è, non solo concepibile, ma addirittura esistente? Al suo primo apparire, l'opera di Abbott non riscosse particolare attenzione. Ma è nel 1920, nel secolo di Einstein, che inizia ad attirare l'interesse di molti per l'evidente analogia con lo sforzo di comprensione che la teoria einsteiniana portava con sé. Come è noto, infatti, la teoria della relatività aggiunge una quarta dimensione, il tempo. Da allora questo libro è diventato un classico della letteratura, contaminata con la scienza.
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Prendi i soldi e scappa : La finanza spiegata con il cinemaPrendi i soldi e scappa : La finanza spiegata con il cinema / Marco Onado. - Bari [etc.] : GLF Laterza, © 2018. - viii, 178 p. ; 21 cm. - (i Robinson. Letture).Un libro davvero singolare, piacevole e istruttivo quello di Marco Onida “Prendi i soldi e scappa”, pubblicato da Laterza. Il saggio intende entrare nel mondo della finanza usando il cinema come chiave di lettura. Il titolo del film di Woody Allen serve all’Autore, un nome di rilievo – docente senior presso il Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, già insegnante in altre università, presidente della Consob dal 1993 al 1998, editorialista del “Sole 24 Ore” – per spiegare la finanza con il cinema, ovvero per guardare alla moneta e alla banca con i nostri occhi, con uno sguardo non specialistico quindi, ma di gente comune. Numerosissime sono le pellicole che hanno trattato l’argomento, alcune dei veri e propri capolavori come “Il dottor Stranamore” di Stanley Kubrick, che chiude la rassegna. “I personaggi che vediamo sullo schermo – scrive Onida – non sono veri, ma sono veri i sentimenti che li muovono: la fiducia, le speranze, i sogni, le debolezze, i vizi, cioè i sentimenti che ci mostrano la continua tensione fra bene e male. Il cinema ci fa capire che la finanza è un groviglio di elementi positivi e negativi, come una medicina potente che produce inevitabili effetti collaterali”. Citeremo solo alcuni dei titoli richiamati nel libro, a partire dal classico “Mary Poppins”, nella scena in cui il banchiere vuole convincere il bambino Michael a depositare due penny in banca prospettandogli la sicurezza dell’investimento e le grandi opere che si possono realizzare col credito, dalle ferrovie alle dighe. Ne è un esempio la Banca d’Inghilterra che tiene in piedi il paese. Vi sono poi le pellicole sulle rapine in banca (rapinare è un mestiere come un altro), come “Gang” o “Gangster story”, poi quelli sui soldi con le battute di Woody Allen - “Se il denaro non può produrre la felicità, figuriamoci la miseria” e di Groucho Marx - “Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle”. Il libro spiega tutto il vasto panorama cinematografico sulla finanza, sulle banche, sulla speculazione, sull’avidità umana e sulla borsa. “Wall Street” di Oliver Stone, interpretato da Charlie Sheen e Michael Douglas, è tra quelli che hanno ottenuto un maggior successo. Il regista descrive il mondo dei grandi operatori di borsa – locali esclusivi, escort d’alto bordo, champagne a fiumi, macchine di lusso – con ambizioni sfrenate di ricchezza, basate su scalate in borsa di società, informazioni segrete (inside trading), il tutto senza scrupoli. Onado ha dimostrato come nel cinema appare anche l’altro aspetto della finanza e gli scheletri negli armadi delle banche. Esiste però il rovescio della medaglia: quello della finanza sana, costruttiva, portatrice di beneficio a chi vuole lavorare seriamente. [pg, set 2020]...
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La pecora nera : L'Italia di oggi e l'EurozonaLa pecora nera : L'Italia di oggi e l'Eurozona / Silvia Merler ; prefazione di Carlo Altomonte. - Milano : Bocconi, © 2020. - xiv, 181 p. : ill. ; 21 cm. - (Frontiere).Nell’ultimo decennio due grandi crisi hanno definito l’Europa: quella del debito sovrano dell’Eurozona nel 2010 e quella del Covid-19 nel 2020. Dal punto di vista economico si tratta di due accadimenti diametralmente opposti. La crisi del debito sovrano, evento asimmetrico, è stata il prodotto di un decennio di divergenza economica ma ha innescato una convergenza senza precedenti all’interno dell’Eurozona. Politicamente, ha aperto una frattura profonda in tema di solidarietà fi scale, facendo emergere una narrativa, ancora in auge, che ha visto l’Europa dividersi tra «santi» e «peccatori». La pandemia scatenata dal Covid-19 è invece uno shock simmetrico, con origini esterne alla politica economica, che rischia però di compromettere quella convergenza faticosamente raggiunta negli ultimi anni. Dal punto di vista politico, sembrerebbe un’occasione indiscutibile per dispiegare solidarietà fi scale a livello europeo, eppure raggiungere un accordo su questo fronte è stato molto difficile. Al centro di questo intreccio di tensioni, destinate a definire il futuro dell’integrazione europea, si trova oggi proprio l’Italia, in virtù delle dinamiche economiche e politiche che la caratterizzano. E il piano per la ripresa concordato a Bruxelles, il cosiddetto Next Generation EU, assegna al nostro paese una responsabilità chiave: dimostrare che la fiducia concessa non è stata mal riposta. In caso contrario, la nostra posizione in Europa sarà sempre più marginale, in un insostenibile gattopardesco isolamento....
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Il contagio dell'algoritmo : Le Idi di marzo della pandemiaIl contagio dell'algoritmo : Le Idi di marzo della pandemia / Michele Mezza ; con un saggio di Andrea Crisanti ; prefazione di Enrica Amaturo ; in appendice l'ultima lezione di Giulio Giorello nella testimonianza di Roberta Pelachin. - Roma : Donzelli, © 2020. - xvii, 269 p. ; 18 cm. - (Rosso e nero).Mai come oggi l’umanità intera ha condiviso negli stessi istanti la medesima tragedia, a prescindere da condizioni sociali e geopolitiche. Il virus si diffonde ovunque, come la rete. È potente, come la rete. Ma viaggia solo grazie a noi, e grazie a noi lascia tracce di sé proprio sulla rete. I miliardi di dati e informazioni pulviscolari che seminiamo nel web, se raccolti, interpretati e calcolati, possono essere cruciali per anticipare le mosse del virus, o per lo meno per tenere il suo passo e non arrancare. Il nodo è questo, e non riguarda solo la lotta al virus: il vero potere è oggi nelle mani di chi cattura e gestisce le nostre tracce online, e se si tratta dei tre o quattro colossi del web la democrazia latita. La pandemia, oltre al dramma delle morti, lancia un allarme più profondo: se vogliamo difendere la democrazia, è urgente riconsegnare il potere al pubblico, affidare la gestione dei nostri dati alle istituzioni, e parallelamente accrescere le nostre competenze digitali. Assumere un atteggiamento critico e consapevole nei confronti dei numeri che recepiamo passivamente e degli strumenti informatici che adoperiamo con disinvoltura: è questa l’unica arma che abbiamo per smascherarne la fasulla neutralità e riacquistare la nostra voce.
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I promessi sposi di CorennoI promessi sposi di Corenno / Roberto Pozzi. - Missaglia : Bellavite, 2020. - 318 p. : ill. ; 21 cm.Siamo verso la fine del '300, sulle sponde del lago di Lecco. Comunità fiorenti e in continuo movimento commerciano, producono, costruiscono: un cosmo fatto di tradizioni, usanze, statuti, leggi, codici, che l'autore ci restituisce con vitalità. Su questo scenario storico ben ricostruito si snodano le umane vicende di signori e popolino, frati e giullari, focosi amanti e ascetiche fanciulle. C'è chi suda per guadagnarsi il pane quotidiano e chi si siede a tavole imbandite, chi si perde tra testi filosofici e chi tocca carta solo per consultare i resoconti delle vendite. A Corenno due grandi famiglie meditano di arricchirsi a vicenda con un matrimonio di comodo, ma chissà cosa pensano i due promessi sposi...
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Pachidermi e pappagalli : [Tutte le bufale dell'economia a cui continuiamo a credere]Pachidermi e pappagalli : [Tutte le bufale dell'economia a cui continuiamo a credere] / Carlo Cottarelli. - Milano : Feltrinelli, © 2019. - 364 p. ; 22 cm. - (Serie bianca).Questo libro parla di come la realtà economica viene percepita e, soprattutto, di come si voglia farla percepire. Parla di false informazioni che circolano ormai da parecchio tempo e sono considerate verità assolute, fuori discussione: costituiscono, per molte persone, la realtà. Una volta le si chiamava “palle” o “bufale”. Oggi si chiamano “fake news”. Ci sono i pregiudizi sulle banche, che non prestano soldi perché se li vogliono tenere e che ci è toccato salvare con 60 miliardi di soldi pubblici. Ci sono le invenzioni sui tecnocrati, incapaci e corrotti, che ci hanno fatto entrare nell’euro a un cambio sbagliato. Ci sono quelle sulle pensioni, secondo cui i problemi del nostro sistema previdenziale non derivano dall’invecchiamento della popolazione e dal crollo delle nascite, ma dalla perfidia di qualche ministro dell’austerità. E poi ci sono le bugie sull’Europa e sul complotto dei poteri forti, oscure potenze nordiche che vogliono affamare i Paesi mediterranei. Spesso le bufale contengono elementi di verità. Però, se vogliamo capire l’economia italiana e quella mondiale, è importante separare la verità dalle esagerazioni create ad arte sui social e anche sui media tradizionali per indirizzare l’opinione pubblica secondo strategie ben definite. A qualcuno, forse, conviene che le cose non cambino. Con un’analisi limpida e schietta, Carlo Cottarelli ci aiuta a distinguere il vero dal falso e a riconoscere le bufale che compromettono la nostra capacità di scegliere.
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Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019 / Donato Masciandaro, Alberto Orioli. - Milano : Il Sole 24 Ore, © 2019. - xi, 276 p. ; 21 cm. - (I libri del Sole 24 Ore).Fin da quando, nel 2011, Mario Draghi ha assunto la direzione della Banca Centrale Europea (BCE), il suo nome ha ottenuto una stima e un riconoscimento internazionali, come ben pochi, per non dire nessuno, nel nostro mal ridotto paese è riuscito ad avere. E questo grazie alla serietà e all’indiscussa capacità nel guidare un’istituzione del tutto indipendente dalla politica e dai governi nazionali. Un compito tanto difficile, in un momento in cui le decisioni del suo predecessore Jean Claude Trichet si erano rivelate piuttosto deludenti, quanto essenziale in un’Europa unita dal punto di vista monetario con la nascita dell’euro ma con gli stati che hanno mantenuto la loro autonomia politica. “Draghi, Falchi e Colombe. L’euro e l’Italia”, saggio scritto da Donato Masciandaro – professore ordinario di Economia politica, cattedra di Economia della regolamentazione dell’Università Bocconi – e Alberto Orioli – dal 2008 vicedirettore ed editorialista del Sole 24 Ore e scrittore -, ricostruisce il lavoro di Draghi nell’innovare la politica monetaria, un compito arduo che ha richiesto intelligenza nel conciliare gli oppositori (i falchi), fautori di una diversa visione sui comportamenti da tenere, e coloro (le colombe) che lo appoggiavano. Un testo chiaro e lineare nel quale sono esposte le finalità della BCE, che traccia la visione coerente di Draghi, più che convinto sostenitore dell’Unione Europea – «L’euro è irrevocabile» scrisse nel 2017 – e che illustra il percorso rigoroso tenuto dal Governatore in anni non certo sereni dal punto di vista monetario nonché i suoi interventi a salvaguardia delle banche nazionali e la stabilità monetaria. Gli autori richiamano anche l’innovativo il linguaggio di Draghi che ha tramutato il dire in fare, le parole in atti concreti, una battaglia senza esclusione di colpi a difesa dell’euro, «il tutto rafforzato da un teatralismo “believe in me” che un Draghi, quasi attore shakespeariano, pronuncia, dopo aver guardato negli occhi, in silenzio, l’auditorio già impressionato». Parole che colpiscono i mercati… e lo spread quasi a 600 in Italia in mezz’ora scende a 480 e le borse brindano. Fin dal debutto il governatore a sorpresa decide di abbassare i tassi, in controtendenza col suo predecessore, e ai tedeschi che non lo vedono bene in una conferenza stampa afferma che il vero mandato della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi. Nessuno quindi può mettere in dubbio che il lavoro di Draghi alla guida della Banca Centrale Europea sia stato impeccabile e qualcuno lo vorrebbe ora per risollevare le sorti del nostro paese. Tuttavia la pandemia del Covid-19 ha creato dei contrasti fra alcuni paesi all’interno dell’Unione Europea e lo scenario politico potrebbe assumere aspetti imprevedibili. È troppo presto per rispondere. Limitiamoci a fare gli auguri a chi ha preso il suo posto: Christine Lagarde. [pg giugno 2020]...
 
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