Proposte di lettura
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Il mondo che (ri)nasce : La nostra vita dopo la pandemiaIl mondo che (ri)nasce : La nostra vita dopo la pandemia / a cura di Andrea Ferrazzi. - Soveria Mannelli : Rubbettino, © 2020. - 161 p. ; 21 cm.Quale sarà il mondo dopo la pandemia del Covid-19? Nessuno è in grado di dirlo, tuttavia è del tutto improbabile che tutto sarà come prima, a partire dal fatto che le persone gireranno con la mascherina. È una domanda assolutamente da non ignorare e che con sé richiama i tanti interrogativi connessi al coronavirus – il cui esito è ancora sconosciuto – a cominciare dal cambiamento climatico. Nel libro curato da Andrea Ferrazzi “Il mondo che (ri)nasce. La nostra vita dopo la pandemia” (Rubbettino editore) venti esperti – voci tra le più autorevoli dell’economia, della sociologia, delle scienze politiche, del giornalismo, un solo nome per tutti, quello di Franco Ferrarotti – espongono le loro analisi su quello che dovrebbe essere il nostro futuro. Si tratta quindi di una lettura della massima importanza se non vogliamo, come gli struzzi, nascondere la testa sotto la sabbia per non guardare avanti, e che delinea gli scenari del domani da prospettive diverse: la società e l’economia, l’Italia e l’Europa, le relazioni internazionali, il lavoro e l’ambiente, le vecchie e nuove periferie, la comunicazione, la globalizzazione e la politica e le sfide che l’umanità dovrà affrontare. Ogni ragionamento, da questo punto di vista, deve partire dalle numerose e sconcertanti manchevolezze della nostra società di cui noi non teniamo conto. Giustissime sono le osservazioni di Ferrarotti quando parla dei giovani di oggi, che sono il domani dell’umanità, “totalmente assorbiti dal proprio cellulare ignorando quello che succede attorno”, o di Ferrazzi quando ricorda la gravità dei cambiamenti climatici o la necessità di “una nuova idea di economia, costruita su una visione di prosperità più equa e sostenibile che superi la nostra attuale dipendenza strutturale dai combustibili fossili e da un consumo sempre crescente”. Leggere gli originali testi presenti nel libro – scrive Giovanni Lombardi nella prefazione – è un’interessante opportunità per guardare al futuro con occhi nuovi poiché, richiamando il già citato Ferrarotti, “il virus ci costringe a riscoprire il senso del limite e a renderci conto che il progresso non è una fatalità cronologica”. Naturalmente tutte le consistenti problematiche che abbiamo innanzi e che il Covid-19 ha messo in luce richiedono da parte di tutti, soprattutto di economisti e politici, intelligenza e senso di moralità, oltre che di cultura. “La storia c’insegna – scrive l’editore nella quarta di copertina – che dalle ceneri delle grandi tragedie e dalle pandemie del passato non sempre è nata un’umanità migliore. Allo stesso tempo, però, abbiamo l’opportunità e il dovere morale di imparare dalle lezioni del passato per evitare di ripetere gli stessi errori”, vale a dire di prendere coscienza dei pericoli che si prospettano all’orizzonte, senza dimenticare i limiti della scienza e il mistero della vita. [pg, set 2020]
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Un filosofo a Wall Street : Speculazioni sulla finanza da Aristotele ai bitcoinUn filosofo a Wall Street : Speculazioni sulla finanza da Aristotele ai bitcoin / Emiliano Ippoliti. - Milano : Egea, © 2020. - viii, 291 p. ; 23 cm. - (Cultura e società).La finanza ci circonda: è dentro ogni cosa che facciamo e non possiamo ignorarla. Può far avverare i nostri sogni ma anche costruire incubi. Offre opportunità ma ci espone a rischi. E se la finanza suscita da sempre reazioni forti e contrastanti, la finanziarizzazione del mondo solleva oggi questioni filosofi che profonde. Già Aristotele sosteneva che «il guadagno che proviene dal denaro stesso è tra le forme di guadagno più contrarie alla natura». Eppure l’innovazione finanziaria è stata un fattore indispensabile per l’avanzamento dell’uomo dalla condizione di sussistenza alla prosperità materiale. Sterco del diavolo o grande innovazione umana: comunque la si voglia guardare, il denaro e con esso la finanza è una delle grandi forze che plasmano la contemporaneità. E se da una parte la diffidenza verso di essa pare motivata dalle ricorrenti crisi, dall’altra non si può dimenticare come il complesso sistema di pesi e contrappesi e di fiducia reciproca su cui il sistema finanziario si basa, renda possibili benefici non solo finanziari sempre più grandi. A partire da tali premesse, il libro si interroga sul ruolo delle macchine nella finanza, sulla natura dei mercati finanziari, sulla relazione tra finanza e politica, finanza ed etica, finanza e potere, nella convinzione che oggi più che mai un’indagine filosofica è tra le poche cose sensate che si possano fare sulla e per la finanza.
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Prendi i soldi e scappa : La finanza spiegata con il cinemaPrendi i soldi e scappa : La finanza spiegata con il cinema / Marco Onado. - Bari [etc.] : GLF Laterza, © 2018. - viii, 178 p. ; 21 cm. - (i Robinson. Letture).Un libro davvero singolare, piacevole e istruttivo quello di Marco Onida “Prendi i soldi e scappa”, pubblicato da Laterza. Il saggio intende entrare nel mondo della finanza usando il cinema come chiave di lettura. Il titolo del film di Woody Allen serve all’Autore, un nome di rilievo – docente senior presso il Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, già insegnante in altre università, presidente della Consob dal 1993 al 1998, editorialista del “Sole 24 Ore” – per spiegare la finanza con il cinema, ovvero per guardare alla moneta e alla banca con i nostri occhi, con uno sguardo non specialistico quindi, ma di gente comune. Numerosissime sono le pellicole che hanno trattato l’argomento, alcune dei veri e propri capolavori come “Il dottor Stranamore” di Stanley Kubrick, che chiude la rassegna. “I personaggi che vediamo sullo schermo – scrive Onida – non sono veri, ma sono veri i sentimenti che li muovono: la fiducia, le speranze, i sogni, le debolezze, i vizi, cioè i sentimenti che ci mostrano la continua tensione fra bene e male. Il cinema ci fa capire che la finanza è un groviglio di elementi positivi e negativi, come una medicina potente che produce inevitabili effetti collaterali”. Citeremo solo alcuni dei titoli richiamati nel libro, a partire dal classico “Mary Poppins”, nella scena in cui il banchiere vuole convincere il bambino Michael a depositare due penny in banca prospettandogli la sicurezza dell’investimento e le grandi opere che si possono realizzare col credito, dalle ferrovie alle dighe. Ne è un esempio la Banca d’Inghilterra che tiene in piedi il paese. Vi sono poi le pellicole sulle rapine in banca (rapinare è un mestiere come un altro), come “Gang” o “Gangster story”, poi quelli sui soldi con le battute di Woody Allen - “Se il denaro non può produrre la felicità, figuriamoci la miseria” e di Groucho Marx - “Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle”. Il libro spiega tutto il vasto panorama cinematografico sulla finanza, sulle banche, sulla speculazione, sull’avidità umana e sulla borsa. “Wall Street” di Oliver Stone, interpretato da Charlie Sheen e Michael Douglas, è tra quelli che hanno ottenuto un maggior successo. Il regista descrive il mondo dei grandi operatori di borsa – locali esclusivi, escort d’alto bordo, champagne a fiumi, macchine di lusso – con ambizioni sfrenate di ricchezza, basate su scalate in borsa di società, informazioni segrete (inside trading), il tutto senza scrupoli. Onado ha dimostrato come nel cinema appare anche l’altro aspetto della finanza e gli scheletri negli armadi delle banche. Esiste però il rovescio della medaglia: quello della finanza sana, costruttiva, portatrice di beneficio a chi vuole lavorare seriamente. [pg, set 2020]
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La fine del tempoLa fine del tempo / Guido Maria Brera. - Milano : La nave di Teseo, © 2020. - 161 p. ; 22 cm. - (Oceani ; 89).Dopo il successo internazionale del romanzo “I diavoli”, da cui Sky ha realizzato l’omonima serie tv, La nave di Teseo pubblica “La fine del tempo”, nuovo libro di Guido Maria Brera, il giovane economista che è stato tra i soci fondatori del Gruppo Kairos, e oggi capo degli investimenti della società, distintasi come uno dei migliori gestori hedge d’Europa. Il racconto si snoda sulla vicenda di Philip Wake, noto professore di Storia contemporanea al Birkbeck College di Londra e che in passato è stato analista in una grande banca d’affari della City col compito di prevedere le tendenze economico politiche per indirizzare gli investimenti. Dopo essere stato investito da un’auto, perde la memoria e non ricorda nulla neppure del libro che stava scrivendo, intitolato appunto “La fine del tempo”. Molto ben scritte sono le pagine in cui il protagonista cerca di ritrovare se stesso, di ricordare quanto voleva fare, ma in realtà per Brera la sua storia serve da pretesto per parlare di finanza e di tutto ciò che è successo negli anni, compresa ovviamente la crisi del 2008. In quell’anno c’era una grave situazione da sventare. “La formula magica era il ‘Quantitative Easing’, vale a dire stampare denaro e pomparlo nelle arterie svuotate di un sistema ormai esangue tramite il più grande acquisto di debito pubblico di tutti i tempi”. I tassi zero – scrive l’autore – sono serviti ai ricchi, a chi aveva garanzie da offrire per ricevere prestiti, tutti gli altri hanno solo perso. E ancora: “La prossima frontiera del futuro sono i big data, la robotica, l’intelligenza artificiale. La tecnofinanza va in quella direzione: la posta sul piatto è il più grande dispositivo di controllo inventato dagli uomini per dominare altri uomini”. Wake cerca di ritrovare le idee che stava scrivendo incontrando banchieri, studenti, pensando ai suoi professori come Federico Caffè, recandosi in luoghi del suo passato, come una Roma ostile, in un tramonto che sembra accompagnare quello che sta avvenendo nel mondo degli affari. Un testo attuale, ben congegnato, ma che – lo dobbiamo dire per correttezza – può essere apprezzato da un lettore esperto di finanza, in quanto si muove principalmente e soprattutto terminologicamente in tale mondo, riflettendo la visione dello scrittore secondo il quale il tempo si è fermato per fare posto ai nuovi potenti dell’economia e alle grandi corporation che si muovono in silenzio, condannando il nostro pianeta a eliminare la principale variabile del gioco finanziario: il tempo. “La finanza ha sempre collegato presente e futuro tramite un’unica sacra variabile: il costo del denaro. Ma se i tassi raggiungono lo zero, presente e futuro combaciano”. Si può non essere d’accordo con quanto afferma Brera, tuttavia si tratta pur sempre di un romanzo. [pg, set 2020]
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La strada smarrita : Breve storia dell'economia italianaLa strada smarrita : Breve storia dell'economia italiana / Carlo Bastasin, Gianni Toniolo. - Bari [etc.] : GLF Laterza, © 2020. - vi, 158 p. ; 21 cm. - (Anticorpi ; 68).Nell'ultimo decennio dell'Ottocento l'Italia inizia la rincorsa dei paesi più avanzati e alla fine del ventesimo secolo raggiunge un reddito per abitante non dissimile da quello di Germania, Francia e Regno Unito. È un percorso di successo, che crea un'economia moderna. Da un quarto di secolo, tuttavia, l'economia italiana cresce assai meno della media europea. I fattori di sviluppo che avevano funzionato nel dopoguerra si sono rivelati inadatti all'economia globale. Pesano mali antichi mai curati: bassi livelli di istruzione, prassi burocratiche e giudiziarie obsolete, gestioni aziendali poco trasparenti. Il reddito perduto con la crisi del 2008-2013 non è stato ancora recuperato. La differenza tra il benessere economico degli italiani e quello degli altri europei e dei nordamericani è tornata ai livelli degli anni Sessanta. Il clima di incertezza politica, finanziaria e istituzionale scoraggia gli investimenti, crea un ambiente ostile alla crescita e rischia di provocare un avvitamento dell'economia. Eppure ci sono stati momenti recenti nei quali l'Italia sembrava potesse riprendersi, segno che non è condannata a un perenne ristagno. Con questo libro, Carlo Bastasin e Gianni Toniolo ripercorrono la strada di un robusto sviluppo e indagano i motivi che l'hanno fatta smarrire per capire come fare a ritrovarla.
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Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019 / Donato Masciandaro, Alberto Orioli. - Milano : Il Sole 24 Ore, © 2019. - xi, 276 p. ; 21 cm. - (I libri del Sole 24 Ore).Fin da quando, nel 2011, Mario Draghi ha assunto la direzione della Banca Centrale Europea (BCE), il suo nome ha ottenuto una stima e un riconoscimento internazionali, come ben pochi, per non dire nessuno, nel nostro mal ridotto paese è riuscito ad avere. E questo grazie alla serietà e all’indiscussa capacità nel guidare un’istituzione del tutto indipendente dalla politica e dai governi nazionali. Un compito tanto difficile, in un momento in cui le decisioni del suo predecessore Jean Claude Trichet si erano rivelate piuttosto deludenti, quanto essenziale in un’Europa unita dal punto di vista monetario con la nascita dell’euro ma con gli stati che hanno mantenuto la loro autonomia politica. “Draghi, Falchi e Colombe. L’euro e l’Italia”, saggio scritto da Donato Masciandaro – professore ordinario di Economia politica, cattedra di Economia della regolamentazione dell’Università Bocconi – e Alberto Orioli – dal 2008 vicedirettore ed editorialista del Sole 24 Ore e scrittore -, ricostruisce il lavoro di Draghi nell’innovare la politica monetaria, un compito arduo che ha richiesto intelligenza nel conciliare gli oppositori (i falchi), fautori di una diversa visione sui comportamenti da tenere, e coloro (le colombe) che lo appoggiavano. Un testo chiaro e lineare nel quale sono esposte le finalità della BCE, che traccia la visione coerente di Draghi, più che convinto sostenitore dell’Unione Europea – «L’euro è irrevocabile» scrisse nel 2017 – e che illustra il percorso rigoroso tenuto dal Governatore in anni non certo sereni dal punto di vista monetario nonché i suoi interventi a salvaguardia delle banche nazionali e la stabilità monetaria. Gli autori richiamano anche l’innovativo il linguaggio di Draghi che ha tramutato il dire in fare, le parole in atti concreti, una battaglia senza esclusione di colpi a difesa dell’euro, «il tutto rafforzato da un teatralismo “believe in me” che un Draghi, quasi attore shakespeariano, pronuncia, dopo aver guardato negli occhi, in silenzio, l’auditorio già impressionato». Parole che colpiscono i mercati… e lo spread quasi a 600 in Italia in mezz’ora scende a 480 e le borse brindano. Fin dal debutto il governatore a sorpresa decide di abbassare i tassi, in controtendenza col suo predecessore, e ai tedeschi che non lo vedono bene in una conferenza stampa afferma che il vero mandato della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi. Nessuno quindi può mettere in dubbio che il lavoro di Draghi alla guida della Banca Centrale Europea sia stato impeccabile e qualcuno lo vorrebbe ora per risollevare le sorti del nostro paese. Tuttavia la pandemia del Covid-19 ha creato dei contrasti fra alcuni paesi all’interno dell’Unione Europea e lo scenario politico potrebbe assumere aspetti imprevedibili. È troppo presto per rispondere. Limitiamoci a fare gli auguri a chi ha preso il suo posto: Christine Lagarde. [pg giugno 2020]...
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Memoria imperfetta : La Comunità Olivetti e il mondo nuovoMemoria imperfetta : La Comunità Olivetti e il mondo nuovo / Antonella Tarpino. - Torino : Einaudi, © 2020. - ix, 181 p. ; 21 cm. - (Passaggi Einaudi).Le fabbriche del Nuovo e le prove di «società perfetta» del laboratorio di Adriano Olivetti: uno scavo nella memoria per linee interne - dal lessico di famiglia ai ricordi dei protagonisti - nell'intento di registrare, a distanza, una civiltà delle macchine mentre "si pensa". È la memoria di un mondo nuovo, quella di Antonella Tarpino, che in un continuo avanti e indietro nel tempo sfiora vite, pensieri, luoghi, mutando negli anni. Evoca riti e giochi di intellettuali eretici, scrittori come Paolo Volponi, pubblicitari, sociologi. Riporta l'autrice tra le fabbriche di Ivrea (ora sito Unesco), alla ex Olivetti di Pozzuoli, a Matera. Al centro dell'indagine è la Comunità olivettiana, scheggia di una modernità critica tanto piú eccezionale se la si confronta con l'oggi. Con il tempo in cui le fabbriche del ciclo industriale che sembravano invincibili sono in macerie. Mentre tra le speranze brevi di ieri - un progetto di vivere condiviso - e le aspettative incerte dell'oggi si è aperta una voragine.
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#Lockdown : Il giorno dopo : Ricostruire l'Europa, l'economia, la finanza#Lockdown : Il giorno dopo : Ricostruire l'Europa, l'economia, la finanza / [interventi di Franco Amicucci ... et alii]. - Milano : Il Sole 24 Ore, 2020. - xiii, 242 p. ; 21 cm. - (Piccola biblioteca del Sole 24 Ore).Il tempo scorre in fretta, troppo in fretta. E spesso manca l'occasione per riflettere sia su cosa si stia davvero facendo sia in quale direzione si stia andando. Per questo le drammatiche vicende della pandemia hanno forse un solo aspetto positivo: l'isolamento forzato spinge a farci domande non solo di tipo esistenziale ma che riguardano le scelte necessarie per uscire dall'emergenza e sui modelli da seguire. Nelle settimane scorse, a partire da quando è risultato evidente che la crisi era destinata a cambiare la vita di tutti noi, abbiamo dato spazio sulle pagine del quotidiano Il Sole 24 Ore ai contributi di economisti, professori, esperti che hanno colto l'occasione per andare oltre la cronaca e alzare lo sguardo dai singoli alberi alla foresta.
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Tutto è in frantumi e danza : [L'ingranaggio celeste]Tutto è in frantumi e danza : [L'ingranaggio celeste] / Guido Maria Brera, Edoardo Nesi. - Milano : La nave di Teseo, © 2017. - 179 p. ; 22 cm. - (Oceani ; 12).ECONOMIA NELLA LETTERATURA Scritto a quattro mani da Edoardo Nesi, Premio Strega 2010, e Guido Maria Brera, manager della finanza e gestore di ingenti patrimoni, questo romanzo ripercorre a grandi linee le cronache dell’economia italiana dal dopoguerra a oggi. Racconta con semplicitè che "tutto è in frantumi e danza" (come dice la canzone dei Doors Ghost song), a cominciare dalla globalizzazione, un fallimento, per passare alla democrazia, un’illusione, e terminare con il tradimento per la fine del miracolo italiano, che ha lasciato gli italiani nella crisi più nera e ha annunciato un futuro incerto per le generazioni a seguire.
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Che cosa è la bioeconomiaChe cosa è la bioeconomia / Mario Bonaccorso con Irene Baños Ruiz ; prefazione di Philippe Mengal ; introduzione di Marc Palahí. - Milano : Corriere della Sera, © 2020. - 190 p. : ill. ; 22 cm. - (Vivere sostenibile ; 9).Cambiamenti climatici, aumento della popolazione, degrado dei suoli, perdita di biodiversità. Sono le principali sfide che l'umanità è chiamata ad affrontare in questo inizio di millennio. La bioeconomia è una delle chiavi per affrontarle e vincerle, riconciliando economia, ambiente e società. Basata sull'impiego delle risorse biologiche rinnovabili come materie prime per la produzione industriale, energetica, alimentare e mangimistica, secondo l'Unione europea ha il potenziale per creare almeno un milione di posti di lavoro entro il 2030. Il libro di Mario Bonaccorso e Irene Barios Ruiz traccia un quadro preciso e aggiornato del concetto di bioeconomia, delle sue origini, delle connessioni con la sostenibilità e l'economia circolare e delle molteplici applicazioni che ritroviamo in diversi prodotti della nostra vita quotidiana. Ci guida inoltre nelle importanti ripercussioni che questo nuovo modello economico e sociale sta avendo sul mondo della formazione, della finanza e delle politiche di sviluppo locale.
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Fare i manager rimanendo brave persone : Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende)Fare i manager rimanendo brave persone : Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende) / Giuseppe Morici. - Milano : Feltrinelli, 2019. - 214 p. ; 20 cm. - (Universale economica Feltrinelli ; 9087).“È equilibrio la parola magica, non vantaggio, non profitto. L’equilibrio resta, il profitto va e viene” Chi sono veramente i manager? Una casta di irresponsabili strapagati o semplici impiegati di lusso, che sacrificano tutto per il lavoro e alla fine del mese aprono la busta paga e fanno di conto? Quali competenze hanno? Sanno tutto di sistemi informativi, ma quanto di comunicazione umana? Tutto di statistica, ma quanto di sociologia? Come si può scegliere tra crescita e sostenibilità, se ogni anno ci si confronta con obiettivi di budget in crescita? Come possono essere recuperati i rapporti umani dentro le aziende? È giusto “vincere” o ci si dovrebbe accontentare di “prosperare”? È più importante l’efficacia delle cose o la loro bellezza? La generazione di manager di oggi, cresciuta ai tempi della rivincita del liberismo, ha ereditato un modello che non funziona più e per questo si interroga sul futuro: qual è davvero il ruolo del profitto, dell’innovazione, il rapporto con le comunità? Serve un vocabolario nuovo. Servono responsabilità, rispetto, coscienza e orientamento al futuro. Le aziende non sono soggetti economici con una responsabilità sociale, ma sono soggetti sociali con una responsabilità economica. Servono visioni, molto coraggio e il tempo per realizzarle. E serve qualcuno che si assuma la responsabilità di guidare. Con umanesimo e un pizzico di leggerezza.
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Giovanni Bonomi : Guida alpinaGiovanni Bonomi : Guida alpina / Marino Amonini, Beno [i.e. Enrico Benedetti] e Raffaele Occhi. - [Sondrio] : Beno, 2020. - 177 p. : ill. ; 22x24 cm. Esimio tra le guide, Giovanni Andrea Bonomi (1860 - 1939) di Agneda era dotato di «forza e d'intelligenza alpinistiche straordinarie, congiunte ad una semplicità di costumi, ad un ingenuo candore, ad una modestia così intensa che se ne rimane ammirati. Splendido arrampicatore, imperturbato per nevi e per ghiacci, la sua celebrità alpinistica sarebbe stata grande se il suo domicilio non lo avesse relegato in una valle così ingiustamente negletta». Giovanni visse sì in una valle negletta, come scrisse Enrico Ghisi, ma nell'epoca d'oro dell'alpinismo e delle guide, perciò ebbe come clienti uomini di vasta cultura, quali l'amico prof. Bruno Galli-Valerio, che coi loro magnifici scritti ne celebrarono le imprese e gli aspetti umani, rendendone eterno il ricordo e facendone propagare la fama ben oltre la cerchia delle Orobie centrali. Poggiando sull'eccezionale lascito fotografico di Gian Carlo Messa e sui racconti e le biografie degli alpinisti che a Giovanni Bonomi si sono legati, questo volume ricostruisce la straordinaria figura dell'impavida guida di Agneda che ancor oggi attrae magneticamente le nuove generazioni di scalatori.
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Il dopo : Il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentaleIl dopo : Il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale / Ilaria Capua. - Milano : Mondadori, © 2020. - 135 p. ; 23 cm. - (Frecce).In un momento imprecisato del 2019 si è veri cato un evento biolo- gico di eccezionale rarità: un virus animale ha fatto un salto di specie ar- rivando nell'uomo. Dalla metropoli cinese di Wuhan, il SARS-CoV-2 si è di uso rapidamente in oltre duecento paesi. È ciò che gli esperti chiamano «pandemia». Nell'attesa di soluzioni e strategie per la crisi sanitaria, economica e nanziaria in corso, Ilaria Capua, una delle voci più autorevoli della viro- logia internazionale, prova a buttare cuore e sguardo oltre questo tempo di mezzo e a mettere a fuoco sia le cause sia le opportunità che esso nasconde. Secondo l'autrice, infatti, si può considerare la comparsa del SARS-CoV-2 uno stress test, in grado di misurare le fragilità del no- stro sistema. Questo patogeno dalle dimensioni in nitesimali ha mes- so l'umanità intera di fronte al disequilibrio creato nel rapporto con la natura, alla riscoperta della propria dimensione terrena e della ca- ducità che le è connaturata, all'arbitrarietà dell'organizzazione socia- le che si è data, delle sue scale di valori, del concetto stesso di salute pubbli- ca. In altre parole, ha preso tutto ciò che ritenevamo certo, indiscutibile, e ce l'ha mostrato per quello che è: una scelta, basata su una visione parziale delle cose. Uno dei motti di Ilaria Capua è: «Every cloud has a silver lining», ogni nuvola ha una cornice d'argento. Se è vero anche una pandemia, mentre ci scuote dalle radici, ha qualcosa da insegnarci. Per esempio, che dobbiamo modi care il nostro atteggiamento nei confronti della natura e della bio- diversità, ponendoci come guardiani anziché invasori. Che la tecnologia, se riusciamo a non esserne schiavi, può essere lo strumento straordinario che ci permette di difendere la socialità anche in tempi di distanziamento sico. Che, se vogliamo una società informata, matura, la scienza non può essere messa all'angolo, ma deve tornare ad avere un ruolo centrale nella conoscenza. Se non vogliamo farci travolgere, insomma, dobbiamo considerare i segnali che questo evento storico sta facendo emergere, ri ettere sul dopo e ripensare il mondo. Perché è a questo che stiamo andando incontro: a un mondo nuovo....
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Perchè tanti uomini incompetenti diventano leader? : E come porvi rimedioPerchè tanti uomini incompetenti diventano leader? : E come porvi rimedio / Tomas Chamorro-Premuzic ; prefzione di Severino Salvemini. - Milano : Egea, © 2020. - xi, 174 p. ; 23 cm. - (Business e oltre).I leader incompetenti sono ovunque, ed è innegabile che nella stragrande maggioranza sono maschi. In questo libro, necessario e provocatorio, Tomas Chamorro-Premuzic pone due domande scomode: perché è così facile per gli incompetenti diventare leader? Perché è così difficile per le persone competenti - specialmente se sono donne - farsi largo? Padroneggiando decenni di rigorose ricerche, l'autore svela perché il potere continua a essere maschile anche se gli uomini forniscono prestazioni non all'altezza dei compiti e inferiori a quelle delle donne in posizioni di vertice. Il fatto è che le organizzazioni tendono a identificare il potenziale di leadership con alcuni tratti della personalità tipicamente maschili, come l'eccessiva sicurezza di sé e il narcisismo, che in realtà hanno effetti distruttivi. Questi tratti possono aiutare un candidato a essere selezionato per un ruolo di leadership, ma risultano controproducenti allorché quella persona prende possesso della posizione conquistata. Quando le donne competenti (e gli uomini che non corrispondono allo stereotipo dominante) sono ingiustamente messi da parte, ne soffriamo tutti le conseguenze. Il risultato è un sistema profondamente distorto che premia l'arroganza più dell'umiltà e i toni alti più della saggezza. Fare di meglio è possibile. Con chiarezza e vivacità, Chamorro-Premuzic mostra che cosa occorre per essere davvero leader e come nuovi sistemi e processi possono aiutarci a mettere le persone giuste nei posti chiave....
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Antonello e l'androideAntonello e l'androide / Aldo Zecca. - Roma : Ensemble, © 2020. - 130 p. ; 20 cm. - (Officina narrativa).Non mentiamo: tutti, almeno una volta al giorno, sogniamo di poter evitare incombenze della vita quotidiana che ci terrorizzano o che anche solo ci annoiano. E se potessimo inviare un nostro sosia robotico laddove non vogliamo andare? Antonello, giovane riservato dalla vita priva di attrattive, riesce a coronare il sogno di tutti noi, assemblando un androide perfettamente identico a lui cui delega con successo tutti i compiti più sgradevoli o insormontabili per un uomo introverso, dalla riunione condominiale alla seduzione. Capitolo dopo capitolo, il robot si rivela più prodigioso del previsto prospettando ad Antonello utilizzi sempre più ambiziosi. Una riflessione sui limiti umani – positivi o negativi, imposti o autoimposti che siano – condotta con leggerezza da Aldo Zecca, medico, artista e scrittore sondriese.
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Quando l'oceano si arrabbia : Keynes per chi non l'ha mai lettoQuando l'oceano si arrabbia : Keynes per chi non l'ha mai letto / Luciano Canova. - Milano : Egea, © 2020. - ix, 109 p. ; 23 cm. - (Cultura e società).«Scrivere un libro su Keynes, per un economista, è una bella sfida. Ma ho deciso di farlo perché da decenni mi ostino a raccontare ai miei studenti e a chi mi ascolta nelle conferenze che l'economia è una scienza, innanzitutto, e che è una scienza bellissima. E ho scelto proprio Keynes perché per un economista è come Star Wars per il resto del mondo: potete averlo visto oppure no ma, volenti o nolenti, anche se non avete idea di chi sia Darth Vader e Yoda vi sembra il nome di un succo di frutta biologico, le perturbazioni della Forza, in qualche modo, avranno trascinato anche voi dentro una struttura narrativa irresistibile. John Maynard Keynes, in economia, è un po' così. E poi, diciamolo, quanti, effettivamente, hanno letto Keynes? Intendo proprio gli scritti, pamphlet, libri, lettere o articoli che si è pregiato di pubblicare in quantità davvero spropositata. Il mio intento è di servirmi del cavallo di Troia Keynes e della sua storia bellissima per parlare dell'economia e degli economisti, in un tempo, particolare assai, in cui si sente fortissima l'esigenza di affrontare le cose con competenza e coraggio. E se la storia di Keynes può esercitare un qualche fascino, è proprio per la complessità del suo pensiero e per il suo stare all'interno del dibattito pubblico. Con competenza e con coraggio, sempre: il coraggio delle proprie idee e dell'impegno civile. Le sue parole traboccano di dinamismo e attualità, nel raccontare che cos'è l'economia e quanto sia importante - ora più che mai.»...
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L'enigma della camera 622L'enigma della camera 622 / Joël Dicker ; traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. - Milano : La nave di Teseo, © 2020. - 632 p. ; 22 cm. - (Oceani ; 91).ECONOMIA NELLA LETTERATURA Al Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, si svolge l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero. Le indagini della polizia però non portano a individuare il colpevole. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto.
 
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