Proposte di lettura
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Migranti SPA : Il business dell'immigrazione: cifre, vittime e carneficiMigranti SPA : Il business dell'immigrazione: cifre, vittime e carnefici / Pierfrancesco De Robertis. - Soveria Mannelli : Rubbettino, © 2018. - 153 p. ; 21 cm. - (Problemi aperti ; 216).Sta divenendo sempre più consistente il problema della migrazione, un problema al quale non è legato solamente l’ aspetto sociale, ma anche quello della corruzione e di una marea di soldi, tra soccorsi in mare, sistemazioni nei centri d’accoglienza, aiuti ai paesi africani e attività poco chiare di cooperative e ONG [organizzazioni non governative]. Le cifre spese sono ragguardevoli. Lo Stato italiano nel 2017 ha destinato sei-sette miliardi per fare fronte all’immigrazione illegale e per il 2018 ha ulteriormente accresciuto la previsione degli investimenti. Una situazione davvero aggrovigliata nella quale trova spazio anche la criminalità organizzata e una speculazione e avidità di guadagno ipocritamente nascoste da propositi di aiuti umanitari, salvo ben rare eccezioni. Uno scenario sconcertante messo in luce dal pregevole saggio “Migranti spa. Il business dell’immigrazione: cifre, vittime e carnefici”, scritto da Pierfrancesco De Robertis, editorialista del “Quotidiano Nazionale” e, dal 2015 al 2017, direttore de “La Nazione” di Firenze. L’Autore ha descritto in ogni aspetto, con cifre e dati, quanto sta avvenendo in Italia e nel mondo e la sua precisa analisi consente di rendersi conto delle sabbie mobili create dall’emigrazione. Del resto in una società in cui ogni cosa diviene business (persino il sesso attraverso la pornografia) non ci si poteva aspettare che le pure ragioni della carità e dell’aiuto prendessero il sopravvento. Le cifre, poi, favoriscono l’illegalità. A fine 2017 i profughi nel sistema di accoglienza italiano sono stati attorno ai 170 mila; dal 2014 ogni anno sono sbarcate in Italia più di 150 mila persone. Dall’inizio del 2016 le persone tratte in salvo sono state oltre 145 mila. La pressione non accenna a diminuire e il sistema è finito in tilt. Dal gioco di guadagnare sulla miseria umana non si salva nemmeno il magnate George Soros. «I motivi dell’impegno di George Soros – scrive De Robertis – a fianco, anzi dietro alle migliaia di ONG che in tutto il mondo si battono in favore dell’emigrazione, e che è quasi sempre immigrazione illegale, non sono del tutto chiari, a meno di non volersi accontentare della versione ufficiale, semplice e buonista, in base alla quale un audace speculatore con condanne per reati finanziari in vari Stati a un certo punto sente dentro di sé un inarrestabile richiamo a dedicare la propria attività al prossimo». “Migranti SPA” – il titolo è più che adatto – va letto da coloro che vogliono avere le idee chiare sulle proporzioni sociali ed economiche del problema, soprattutto perché – e l’autore non manca di farlo presente – sulla questione sono state dette dai media cose inesatte. Oltretutto la questione sta assumendo un aspetto consistente dal punto di vista politico dal momento che il livello d’intolleranza – più che di razzismo – è in crescita nell’opinione pubblica, in connessione sopratutto ai reati commessi dagli immigrati. [pg, marzo 2018]
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Parli sempre di soldi! : Breve romanzo economicoParli sempre di soldi! : Breve romanzo economico / Hans Magnus Enzensberger ; traduzione di Isabella Amico di Meane ; illustrazioni di Riccardo Guasco. - Torino : Einaudi, © 2017. - 181 p. : ill. ; 23 cm.Non è certo semplice parlare di finanza, di economia e di denaro riuscendo a far sorridere il lettore e allo stesso tempo illustrarne i meccanismi e la terminologia. Con esemplare nitidezza di stile - come già avvenuto per la matematica nel libro “Il mago dei numeri” - Hans Magnus Enzensberger lo ha fatto in “Parli sempre di soldi” (Einaudi), piacevolissimo romanzo arricchito dai disegni di Riccardo Guasto – noto illustratore e pittore di Alessandria - e dagli aforismi di scrittori e filosofi sulla ricchezza, la povertà, la ricerca del guadagno, annotati in rosso, al bordo delle pagine, per farne risaltare il contenuto. Il lavoro è perfettamente riuscito, come ci si aspettava dal maggior poeta, saggista e scrittore tedesco contemporaneo. Divertirsi e imparare è ciò che l’opera propone e con tutto ciò che accade in fatto di soldi se ne sentiva proprio il bisogno. La trama – meglio dire il pretesto – è quello di una lontana zia ultraottantenne – chiamata Fé - che, tra un viaggio e l’altro nel mondo, vive sola in una grande villa a Ginevra. Quando si reca a visitare i suoi tre giovani nipoti, figli di genitori di modeste condizioni economiche, riesce ad affascinarli col suo stile di vita: dal lussuoso albergo dove si sistema, dai regali che fa loro e dalla limousine con autista sulla quale viaggia. Le conversazioni, ovvero le domande di zia Fé, vertono sul denaro, sul suo significato, sul lavoro (lecito o nero), sul risparmio, sulle banche, sulla borsa, sui miliardari, sulla finanza di oggi, sulle speculazioni, sulle crisi, sugli alti e bassi dell’economia, sull’eredità, domande che incuriosiscono e attraggono gli inesperti nipoti, i quali ascoltano stupiti le risposte ben motivate della zia. Per dimostrare il livello ironico del dialogo, facciamo solo un esempio. Quando le viene chiesto se ha conosciuto un milionario, la donna risponde: «Una volta sono stata ospite di una coppia ad Algarve, in Portogallo dove questi signori avevano una grande casa con accanto un campo da golf. Di punto in bianco si presenta alla porta una famiglia americana. Erano lontani parenti, manager o banchieri. La padrona di casa, una volta ripartiti gli americani, mi ha detto: “Hanno avuto molto tatto; non ci hanno mai fatto pesare che ai loto occhi, con la ventina di milioni che mio marito ha sul conto, siamo dei poveri diavoli”». Chi sono quindi i veri ricchi? Perché alcuni di loro son così avari? Bisogna insomma rendersi conto, come dimostrano le vicende passate di zia Fé, dei suoi matrimoni e di quelle avvenute proprio durante la visita ai nipoti, che il denaro va e viene come su un’altalena, che non si è mai sicuri di avercela fatta e che da un momento all’altro - le crisi finanziarie lo dimostrano - il mucchio di soldi accumulati si trasforma di colpo in carta straccia. Allora? «Non abbiamo soldi, quindi dobbiamo pensare» ha scritto Ernest Rutherford. Meglio allora avere un capitale in testa che in banca. [pg, marzo 2018]
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La fine dei soldi : Una proposta per limitare i danni del denaro contanteLa fine dei soldi : Una proposta per limitare i danni del denaro contante / Kenneth S[aul] Rogoff ; traduzione di Fabio Galimberti, Marco Cupellaro e Adele Oliveri. - Milano : il Saggiatore, © 2017. - 333 p. ; 22 cm. - (La cultura ; 1084).Perché non liberarci della moneta cartacea? Una proposta che può sembrare strana, ma è quanto sostiene Kenneth S. Rogoff, tra i massimi esperti mondiali di finanza, docente di Politiche pubbliche ad Harvard e in precedenza capo economista del Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo saggio “La fine dei soldi. Una proposta per limitare i danni del danaro contante” (Il Saggiatore). «Se vogliamo – scrive l’Autore – affrontare seriamente la questione dobbiamo imbarcarci in un lungo viaggio che tocchi tutti i punti di contatto fra la moneta cartacea e la nostra vita». Potrebbe, infatti, sembrare una questione minore in un’epoca di stagnazione e d’instabilità economica; tuttavia l’eccesso di danaro contante, soprattutto di monete di grosso taglio, contribuisce in modo decisivo a rendere il mondo più povero, più ingiusto e meno sicuro, favorisce l’evasione fiscale, il lavoro nero e specialmente la criminalità organizzata e il terrorismo. Il saggio – definito dal’ex governatore della Federal Reserve “appassionante e fondamentale” - è diviso in tre parti: la prima riguarda il lato oscuro della moneta (evasione fiscale, aggiramento delle norme e problemi di sicurezza), la seconda i tassi d’interesse negativi e la terza aspetti internazionali e monete digitali. Le oltre 250 pagine del volume di Rogoff rendono ardua una sintesi su una tematica tanto vasta e complessa. Il singolare tema trattato è, del resto, già di per sé stimolante alla lettura. Ci limiteremo a riassumere alcune conclusioni dell’Autore come l’affermazione che il monopolio statale sulla cartamoneta è un business altamente redditizio, Negli ultimi anni gli Stati Uniti ne hanno ricavato utili pari allo 0,4% del PIL. La cartamoneta possiede delle caratteristiche uniche: privacy quasi totale, compensazione quasi istantanea della transazioni e profondo radicamento nella cultura della società. Oggi circolano 4200 dollari in contanti per ogni cittadino statunitense e 3200 euro per ogni cittadino europeo. Di questa enorme quantità di carta moneta, soltanto il 10% viene utilizzato per i normali acquisti di individui e famiglie. Tutto il resto si perde nei meandri dell’economia sommersa, di evasori, truffatori, narcotrafficanti e mafiosi. «Il tema della carta moneta – termina l’Autore – può sembrare banale… ma in realtà è estremamente rilevante. Il grosso degli economisti e delle autorità economiche si direbbe accetti l’idea che la cartamoneta proceda silenziosamente verso il tramonto, destinato ad avvenire tra un secolo e giù di lì e sembra pensare che il sistema, tutto sommato, funzioni già molto bene e che la questione non sia davvero importante. Questa idea non potrebbe essere più sbagliata. Le enormi masse di contante che circolano oggi, in particolare in monete di grosso taglio, rappresentano un enorme problema politico che deve urgentemente essere discusso, non assunto come dato di fatto immutabile». [pg, marzo 2018]
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Il Vangelo e il denaroIl Vangelo e il denaro / André Naud. - Brescia : Queriniana, © 2017. - 86 p. ; 20 cm. - (Spiritualità ; 177)....
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Non con i miei soldi! : Sussidiario per un'educazione critica alla finanzaNon con i miei soldi! : Sussidiario per un'educazione critica alla finanza / Andrea Baranes ... [et alii]. - Milano : Altra economia, 2016. - 144 p. ; 20 cm....
 
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