Proposte di lettura
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Spillover : L'evoluzione delle pandemieSpillover : L'evoluzione delle pandemie / David Quammen ; traduzione di Luigi Civalleri. - Milano : Adelphi, © 2014. - 608 p. : ill. ; 20 cm. - (Gli Adelphi ; 527).Basta leggere solo le prime pagine di “Spillover”, il libro di David Quammen apparso da Adelphi nel 2014, per rendersi conto dello straordinario interesse e attualità che riveste. In uno stile narrativo davvero pregevole per chiarezza, l’Autore, famoso per i suoi reportage per il “National Geographic” che gli hanno valso per ben tre volte il National Magazine Award, racconta la moria di cavalli per il virus “Hendra” che si verificò in Australia nel 1994. Qual è il significato del titolo? Nell’uso corrente in ecologia ed epidemiologia lo “Spillover” (si potrebbe tradurre con «tracimazione») indica il momento in cui un agente patogeno passa da un ospite a un altro. Per Hendra l’emergenza si è creata a causa del passaggio dai pipistrelli ai cavalli e da questi agli esseri umani. La trasmissione di un virus può avvenire anche attraverso altri animali, ad esempio le zanzare, le scimmie, i topi. Come i predatori – scrive l’Autore - anche gli agenti patogeni hanno le loro prede preferite. Un leone, abbandonando il suo comportamento, può uccidere una mucca invece di uno gnu; quando un agente patogeno fa il salto da un animale a un essere umano provocandone l’infezione, siamo in presenza di una zoonosi, come l’Ebola o la peste bubbonica o la cosiddetta influenza spagnola del 1918-19 che, dopo essere passata da vari animali domestici intermediari, uccise cinquanta milioni di persone, per poi sparire nel nulla. Stiamo parlando di un libro di valore scientifico scritto in sei anni di lavoro; diviene impossibile soffermarsi sulle numerose pandemie che si sono verificate nella storia, dalla peste, alla tubercolosi, dall’Aids, alla Sars, argomenti che, grazie alla capacità di Quammen – ha seguito gli scienziati nelle foreste del Congo, nelle fattorie australiane e nelle affollate città cinesi – attrae come un vero e proprio romanzo giallo. Per chi vuole riflettere, il volume presenta un aspetto che va oltre la scienza: l’imprevedibilità, la fragilità e il mistero della vita umana, quasi a ricordarci che nonostante gli enormi progressi della scienza medica – “le magnifiche sorti e progressive” della stupenda poesia di Leopardi – l’uomo rimane ancora sconosciuto. Questo vuole dire l’Autore quando, al termine del libro, parla dei due grandi olmi davanti alla sua casa nel Montana. Uno solo era rimasto in piedi con le sue fronde maestose. «A circa un metro e venti dal suolo, si nota sulla corteccia grigio-marrone un anello circolare più scuro, che né il tempo né le piogge riescono a cancellare», il segno lasciato dalla pasta vischiosa che lo ha difeso, venti anni fa, dall’invasione del bruco tenda. Quammen pensa ai bruchi e alla loro successiva sparizione. Si erano presentate condizioni ideali, ma poi è successo qualcosa, forse il caso, una circostanza particolare. «Quando vedo il segno sulla corteccia ripenso a quel che mi ha detto Greg Dwyer: tutto dipende…». [pg, giugno 2020]
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Siamo noi i sognatoriSiamo noi i sognatori / Imolo Mbue ; traduzione di Stefano Beretta. - Milano : Garzanti, © 2018. - 391 p. ; 23 cm. - (Narratori moderni).Tutti lo chiamano «sogno americano», ma per Jende e sua moglie Neni è soprattutto una nuova possibilità. Sono arrivati a New York con un bagaglio pieno di speranze, lasciandosi tutto alle spalle, pronti a lottare per un futuro migliore. Eppure la vita nella Grande Mela non è facile per chi deve guadagnarsi anche il più piccolo traguardo. Fino a quando hanno la loro occasione: Jende viene assunto come autista da Edward Clark, consigliere d'amministrazione di una delle più importanti società finanziarie di Wall Street. Questo vuol dire stabilità economica. Ma anche poter osservare da vicino chi è riuscito a raggiungere, e a vivere, l'agognato sogno americano. Jende non si limita ad accompagnare Clark da un appuntamento a un altro ma, giorno dopo giorno, conosce sempre più a fondo la vita dell'uomo e della sua famiglia. Una vita che non è affatto dorata, non è affatto un obiettivo a cui aspirare. Perché dietro la maschera della perfezione si nascondono paure, segreti, bugie. Si nascondono legami fragili che un semplice soffio può spezzare. I sogni spesso sono ingannevoli e possono portare ben lontano dalla felicità. A volte possono persino condurre a conseguenze inaspettate e tragiche. Jende e Neni, allora, hanno davanti una scelta: credere ancora e lottare, o abbandonare le illusioni e fare pace con la realtà. Costi quel che costi. Un romanzo necessario nella società contemporanea. Una lettura forte e provocatoria. Luci e ombre del sogno più antico: la ricerca della felicità.
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I GoldbaumI Goldbaum / Natasha Solomons ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino. - Vicenza : Neri Pozza, © 2019. - 478 p. ; 22 cm. - (I narratori delle tavole).Siamo in Europa all’inizio del Novecento. I Goldbaum sono una potentissima dinastia di banchieri ebrei con sedi a Vienna, Londra, Parigi, Berlino e Ginevra. La loro ricchezza è favolosa e finanziano imperatori e primi ministri e sono quindi politicamente influenti. Vivono in palazzi, ville e castelli imponenti – si dice che nelle giornate nuvolose noleggino il sole perché brilli su di loro – collezionano opere d’arte e gioielli d’inestimabile valore, la loro vita sociale è di altissimo livello, ma danno ai poveri i resti del cibo avanzato. La regola è che le varie case devono restare unite in modo da conservare intatti la potenza e il patrimonio della famiglia e quindi i giovani si devono sposare fra di loro. Così la giovane e ribelle Greta, da Vienna, dove vive coi genitori e l’adorato fratello Otto, è destinata a unirsi in nozze con il cugino Albert, di Londra. Non si sono mai incontrati, ignorano il reciproco carattere e quando si vedono non si piacciono. Ma il matrimonio si deve comunque fare. È singolare lo svolgimento de “I Goldbaum”, romanzo storico di Natasha Solomons – nata nel 1980 ed autrice di altri cinque romanzi, sposata con uno scrittore di libri per bambini e madre di due figli – per il riuscito intreccio tra l’immaginazione e la storia. Il nome dei banchieri è di fantasia, ma l’Autrice, tradotta in diciassette lingue, si è basata sulla vita di magnati del denaro e la descrizione del mondo politico e finanziario del tempo è reale. L’Autrice, inoltre, dimostra bravura nel mettere a fuoco la personalità dei vari Goldbaum, determinati esclusivamente a difendere il loro prestigio finanziario. Il racconto del matrimonio di Greta e Albert è tra le pagine meglio riuscite del libro. I due giovani non si possono sopportare, quasi si detestano, eppure lentamente, tra il lusso e le loro diverse passioni – i fiori, le farfalle, il giardinaggio – e sottili sfumature psicologiche, la loro unione fisica si realizza, sia pure dopo un anno. Riescono a volersi bene e mettere al mondo due figli. La seconda parte del romanzo riguarda la Prima Guerra mondiale, quando i giovani Goldbaum divengono ufficiali e si trovano a dover combattere tra parenti su fronti diversi. La tragedia della guerra è ottimamente narrata dalla Solomons attraverso un ritmo che diviene incalzante, con le continue vicende dolorose nelle trincee, che allo stesso tempo accentuano il peso dei sentimenti. Va evidenziato il verismo del racconto, la descrizione dei reali inglesi, dello zar, del kaiser, il rapporto fra il denaro e la guerra, fra i nuovi potenti banchieri statunitensi e quelli europei, come constata Albert inviato a New York con il compito, rivelatosi irrealizzabile, di aprire una filiale della Goldbaum. Insomma, l’Autrice è riuscita a descrivere sullo stesso piano il potere dei soldi e la forza dell’amore imprevisto di Greta. Un connubio perfettamente riuscito. [pg, giugno 2020]
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Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019Draghi, falchi e colombe : L'Euro e l'Italia : 2011-2019 / Donato Masciandaro, Alberto Orioli. - Milano : Il Sole 24 Ore, © 2019. - xi, 276 p. ; 21 cm. - (I libri del Sole 24 Ore).Fin da quando, nel 2011, Mario Draghi ha assunto la direzione della Banca Centrale Europea (BCE), il suo nome ha ottenuto una stima e un riconoscimento internazionali, come ben pochi, per non dire nessuno, nel nostro mal ridotto paese è riuscito ad avere. E questo grazie alla serietà e all’indiscussa capacità nel guidare un’istituzione del tutto indipendente dalla politica e dai governi nazionali. Un compito tanto difficile, in un momento in cui le decisioni del suo predecessore Jean Claude Trichet si erano rivelate piuttosto deludenti, quanto essenziale in un’Europa unita dal punto di vista monetario con la nascita dell’euro ma con gli stati che hanno mantenuto la loro autonomia politica. “Draghi, Falchi e Colombe. L’euro e l’Italia”, saggio scritto da Donato Masciandaro – professore ordinario di Economia politica, cattedra di Economia della regolamentazione dell’Università Bocconi – e Alberto Orioli – dal 2008 vicedirettore ed editorialista del Sole 24 Ore e scrittore -, ricostruisce il lavoro di Draghi nell’innovare la politica monetaria, un compito arduo che ha richiesto intelligenza nel conciliare gli oppositori (i falchi), fautori di una diversa visione sui comportamenti da tenere, e coloro (le colombe) che lo appoggiavano. Un testo chiaro e lineare nel quale sono esposte le finalità della BCE, che traccia la visione coerente di Draghi, più che convinto sostenitore dell’Unione Europea – «L’euro è irrevocabile» scrisse nel 2017 – e che illustra il percorso rigoroso tenuto dal Governatore in anni non certo sereni dal punto di vista monetario nonché i suoi interventi a salvaguardia delle banche nazionali e la stabilità monetaria. Gli autori richiamano anche l’innovativo il linguaggio di Draghi che ha tramutato il dire in fare, le parole in atti concreti, una battaglia senza esclusione di colpi a difesa dell’euro, «il tutto rafforzato da un teatralismo “believe in me” che un Draghi, quasi attore shakespeariano, pronuncia, dopo aver guardato negli occhi, in silenzio, l’auditorio già impressionato». Parole che colpiscono i mercati… e lo spread quasi a 600 in Italia in mezz’ora scende a 480 e le borse brindano. Fin dal debutto il governatore a sorpresa decide di abbassare i tassi, in controtendenza col suo predecessore, e ai tedeschi che non lo vedono bene in una conferenza stampa afferma che il vero mandato della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi. Nessuno quindi può mettere in dubbio che il lavoro di Draghi alla guida della Banca Centrale Europea sia stato impeccabile e qualcuno lo vorrebbe ora per risollevare le sorti del nostro paese. Tuttavia la pandemia del Covid-19 ha creato dei contrasti fra alcuni paesi all’interno dell’Unione Europea e lo scenario politico potrebbe assumere aspetti imprevedibili. È troppo presto per rispondere. Limitiamoci a fare gli auguri a chi ha preso il suo posto: Christine Lagarde. [pg giugno 2020]
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Dieci splendidi oggetti mortiDieci splendidi oggetti morti / Massimo Mantellini. - Torino : Einaudi, © 2020. - viii, 140 p. ; 18 cm. - (Vele ; 161).Le carte stradali Michelin sono diventate navigatori gps; i telefoni fissi sono silenziosamente scomparsi dagli ingressi delle nostre abitazioni. Le cose, talvolta, segnano distanze istantanee tra generazioni, per il resto, ancora vicine. Questo libro segue la traiettoria di dieci oggetti che sono cambiati sotto i nostri occhi. Osserva chi li utilizza ancora e chi non li degna piú di uno sguardo. Si domanda cosa accada in quel passaggio. Se nel momento in cui un oggetto diventa desueto qualcosa che era in esso vada perduto; se qualcosa muti in noi, dopo che lo abbiamo abbandonato: dalle mappe al telefono, dalla penna alla lettera, dalla macchina fotografica ai giornali. Cosí gli oggetti di uso comune, molte delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno, potranno essere considerate come i punti cardinali su una bussola. Raccontano chi eravamo e chi siamo diventati.
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Il miscredente e il professore : David Hume e Adam Smith: storia di un'amiciziaIl miscredente e il professore : David Hume e Adam Smith: storia di un'amicizia / Dennis C. Rasmussen ; traduzione di Marco Nani. - Torino : Einaudi, © 2020. - x, 334 p. : ill. ; 23 cm. - (La biblioteca ; 57).Oggi David Hume è considerato il maggior filosofo di lingua inglese, ma durante la sua vita fu attaccato perché ritenuto «il grande miscredente» a causa delle sue scandalose idee sulla religione. Viceversa, Adam Smith fu uno stimato professore di filosofia morale, spesso salutato come il padre fondatore del capitalismo. Pur cosí diversi, Hume e Smith diedero vita alla piú grande e feconda amicizia di tutta la filosofia occidentale. Un'amicizia qui ricostruita nel piú ampio contesto sociale e intellettuale di quella straordinaria stagione dell'Illuminismo scozzese, capace di influenzare aspetti decisivi dell'età moderna.
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I dadi giocano a Dio? : La matematica dell'incertezzaI dadi giocano a Dio? : La matematica dell'incertezza / Ian Stewart ; traduzione di Daniele A. Gewurz. - Torino : Einaudi, © 2020. - viii, 304 p. : ill. ; 24 cm. - (Saggi ; 1003).La vita è una lotteria. L'incertezza genera dubbi e il dubbio ci fa sentire a disagio; quindi ci piacerebbe ridurre, o meglio ancora eliminare, l'incertezza. Ma l'incertezza è ovunque, fa capolino in qualsiasi considerazione legata all'avvenire, si tratti del tempo, dell'economia o del sesso di un nascituro. Quando comprendiamo quanto l'incertezza sia onnipresente e mutevole, ci scontriamo con il caos, la meccanica quantistica e i limiti delle nostre capacità predittive.Le faccende umane sono sempre state caotiche, ma anche in ambito scientifico la vecchia idea di una natura che obbedisce a leggi esatte ha lasciato il posto a una visione più flessibile. Possiamo trovare regole e modelli che sono approssimativamente veri ma sono pur sempre provvisori, destinati a modifiche se e quando arrivano nuovi dati. La teoria del caos ci dice che perfino quando qualcosa obbedisce effettivamente a regole rigide, può lo stesso essere imprevedibile. La meccanica quantistica ci dice che, arrivando alle scale minime, l'universo è intrinsecamente imprevedibile. L'incertezza non è solo un segno di ignoranza umana; è ciò di cui è fatto il mondo. Non stupisce perciò che l'uomo abbia da sempre cercato di definire, comprendere e limitare l'incertezza.
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Popolo, potere e profitti : Un capitalismo progressista in un'epoca di malcontentoPopolo, potere e profitti : Un capitalismo progressista in un'epoca di malcontento / Joseph E[ugene] Stiglitz ; traduzione di Maria Lorenza Chiesara. - Torino : Einaudi, © 2019. - xxx, 343 p. ; 21 cm. - (Passaggi Einaudi).Il consolidamento del potere del mercato specie nella finanza e nell'industria tecnologica ha portato a un'esplosione della disuguaglianza. La situazione è drammatica: poche corporations dominano interi settori dell'economia, facendo impennare la disuguaglianza e rallentando la crescita. La finanza ha scritto da sola le proprie regole; le compagnie high-tech hanno accumulato dati personali senza controllo e il governo americano ha negoziato accordi commerciali che non rappresentano gli interessi dei lavoratori. Troppe persone si sono arricchite sfruttando gli altri invece che creando ricchezza. Le vere fonti della ricchezza e della crescita, per Stiglitz, sono gli standard di vita, basati su apprendimento, progresso della scienza e tecnologia e le regole del diritto. Gli attacchi al sistema giudiziario, universitario e delle comunicazioni danneggiano le medesime istituzioni che da sempre fondano il potere economico e la democrazia. Tuttavia, per quanto ci si possa sentire indifesi oggi, non siamo, tutti noi, senza potere. In effetti, le soluzioni economiche sono spesso chiare. Dobbiamo sfruttare i benefici del mercato ma nello stesso tempo domare i suoi eccessi, assicurandoci che lavorino per noi cittadini - e non contro di noi. Se un numero sufficiente di persone sosterrà l'agenda per il cambiamento delineata in questo libro, può non essere troppo tardi per creare un capitalismo progressista che realizzi una prosperità condivisa.
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Memoria imperfetta : La Comunità Olivetti e il mondo nuovoMemoria imperfetta : La Comunità Olivetti e il mondo nuovo / Antonella Tarpino. - Torino : Einaudi, © 2020. - ix, 181 p. ; 21 cm. - (Passaggi Einaudi).Le fabbriche del Nuovo e le prove di «società perfetta» del laboratorio di Adriano Olivetti: uno scavo nella memoria per linee interne - dal lessico di famiglia ai ricordi dei protagonisti - nell'intento di registrare, a distanza, una civiltà delle macchine mentre "si pensa". È la memoria di un mondo nuovo, quella di Antonella Tarpino, che in un continuo avanti e indietro nel tempo sfiora vite, pensieri, luoghi, mutando negli anni. Evoca riti e giochi di intellettuali eretici, scrittori come Paolo Volponi, pubblicitari, sociologi. Riporta l'autrice tra le fabbriche di Ivrea (ora sito Unesco), alla ex Olivetti di Pozzuoli, a Matera. Al centro dell'indagine è la Comunità olivettiana, scheggia di una modernità critica tanto piú eccezionale se la si confronta con l'oggi. Con il tempo in cui le fabbriche del ciclo industriale che sembravano invincibili sono in macerie. Mentre tra le speranze brevi di ieri - un progetto di vivere condiviso - e le aspettative incerte dell'oggi si è aperta una voragine.
 
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